L’intelligenza artificiale (AI) sta rapidamente passando dal campo della ricerca al cuore della vita quotidiana e degli affari, dando vita a industrie da miliardi di dollari e a un nuovo assetto delle economie globali. Tuttavia, questa rivoluzione tecnologica ha anche un risvolto meno noto: l’aumento della domanda di energia, in particolare nei grandi centri dati che supportano l’AI. Torniamo a parlarne perché è da poco uscito un nuovo rapporto dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), che offre la prima analisi globale completa di questo legame, esaminando sia il crescente fabbisogno energetico dell’AI, sia il suo potenziale di trasformazione del modo in cui produciamo e utilizziamo l’energia.
Per l’Europa, dove i data center rappresentano attualmente poco meno del 2% del consumo di elettricità, questa crescita è un fattore significativo nella pianificazione energetica futura. Sebbene il consumo assoluto dell’Europa sia inferiore a quello degli Stati Uniti, il rapporto evidenzia un’accelerazione globale nell’utilizzo dell’elettricità da parte dei data center, guidata principalmente dall’AI. Entro il 2030, si prevede che il consumo globale di elettricità da parte dei data center sarà più che raddoppiato, raggiungendo poco meno del 3% del consumo totale di elettricità a livello mondiale. Questo aumento è in gran parte dovuto alla crescita delle scorte e della domanda di energia dei server, in particolare di quelli “accelerati”, particolarmente potenti e fondamentali per i carichi di lavoro dell’AI.
L’analisi dell’IEA indica che, sebbene le fonti di energia rinnovabili siano destinate a contribuire in modo significativo a soddisfare questa nuova domanda, anche il gas naturale e il carbone svolgeranno un ruolo sostanziale nel breve termine. In Europa, mentre la quota di elettricità dei data center proveniente da fonti rinnovabili è in crescita, il mix complessivo di combustibili dei sistemi elettrici locali influirà sull’impronta di anidride carbonica di questa infrastruttura digitale in espansione. Anche la congestione della rete e i ritardi nelle connessioni stanno emergendo come sfide, con un potenziale impatto sulla tempestività dell’implementazione di nuove capacità di data center.
Tuttavia, il rapporto evidenzia anche l’altro lato del nesso energia-AI: il potenziale dell’AI per ottenere significativi miglioramenti in termini di efficienza e sostenibilità nel settore energetico. Si va dall’ottimizzazione del consumo energetico negli edifici e nei processi industriali al miglioramento dell’affidabilità e dell’efficienza della generazione di energia rinnovabile e della gestione della rete: l’intelligenza artificiale offre un potente kit di strumenti per un futuro energetico più sicuro, conveniente e sostenibile. Ad esempio, l’intelligenza artificiale può essere impiegata per ottimizzare le prestazioni degli impianti industriali in tempo reale, con conseguenti risparmi energetici. Nel settore dei trasporti, l’ottimizzazione dei percorsi e lo sviluppo di veicoli autonomi grazie all’AI potrebbero contribuire a ridurre il consumo di carburante, anche se i potenziali effetti negativi devono essere attentamente considerati.
L’IEA sottolinea che la traiettoria futura di questa relazione rimane incerta e dipende da fattori quali il ritmo di adozione dell’AI e lo sviluppo di modelli di AI più efficienti dal punto di vista energetico. La progettazione dei modelli e le scelte degli utenti riguardo all’AI più appropriata per compiti specifici avranno un impatto significativo sul consumo energetico. Inoltre, il rapporto sottolinea la necessità di migliorare la raccolta di dati e di adottare metodologie coerenti per valutare e proiettare con precisione le implicazioni energetiche dell’AI. Anche i quadri politici e le normative saranno fondamentali per guidare in modo sostenibile e sicuro lo sviluppo e la diffusione dell’AI e delle infrastrutture energetiche. Man mano che il settore digitale e quello energetico si intrecciano sempre di più, la comprensione e la gestione proattiva di questo nesso saranno fondamentali per l’Europa e il mondo per affrontare le sfide e cogliere le opportunità offerte da queste nuove tecnologie.
(Foto di Brett Sayles su Pexels)
Ricordati di farlo
Lo sai che puoi destinare il 5 per mille dell’IRPEF all’Avis di Legnano? Basta inserire il nostro codice fiscale al momento della dichiarazione. Useremo i proventi per fare ancora meglio ciò che facciamo da sempre.
