I centri antifumo rappresentano un riferimento specialistico per chi vuole smettere di fumare. La gratuità della citisina assicurata dal Servizio sanitario nazionale ne rafforza ulteriormente il ruolo e rende attuale la domanda su come i percorsi siano distribuiti sul territorio. Ne scrive Scienza in Rete.
Smettere di fumare è una decisione individuale, ma riuscire a farlo non dipende necessariamente soltanto dalla forza di volontà. Esistono percorsi specialistici che combinano supporto psicologico e trattamento farmacologico e che possono accompagnare il fumatore durante la cessazione.
In Italia il principale riferimento territoriale è rappresentato dai Centri Antifumo, strutture appartenenti al Servizio sanitario nazionale, alla Lega italiana per la lotta contro i tumori o al privato sociale. La domanda diventa allora un’altra: quali differenze territoriali possono incontrare, oggi, le persone che cercano un percorso specialistico per smettere di fumare?
Una rete in continuo aggiornamento
L’Istituto superiore di sanità censisce e aggiorna dal 2000 la rete dei Centri Antifumo, raccogliendo informazioni sui servizi, sull’offerta assistenziale e sulle modalità di accesso. La rilevazione conclusa nel maggio 2026 registrava 209 Centri Antifumo, rispetto ai 223 della precedente rilevazione.
Il Centro nazionale Dipendenze e Doping dell’ISS ha però precisato che la rilevazione è in continuo aggiornamento, che la piattaforma viene alimentata spontaneamente dai Centri stessi e che l’inserimento del servizio non è obbligatorio. Al momento della risposta dell’ISS risultano presenti sulla piattaforma 226 Centri. Per questo i dati disponibili consentono di descrivere la distribuzione dei servizi censiti e aggiornati, ma non permettono, da soli, di attribuire le variazioni osservate a specifiche cause. La mappatura, inoltre, non rappresenta necessariamente la totalità dei Centri effettivamente presenti sul territorio nazionale, ma una fotografia dei servizi presenti nella banca dati e che hanno aggiornato le proprie informazioni.
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(Foto di Diamond Rehab Thailand su Unsplash)
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