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Grazie al contributo dei donatori e delle donatrici di Avis Legnano, il progetto di ricerca MAMELI ha superato con successo la prima fase di sperimentazione, ed è ora entrato nella seconda.

MAMELI è un progetto avviato dall’università degli Studi di Milano nel 2023, grazie ai fondi dello European Research Council. MAMELI si interessa al modo in cui l’esposizione all’insieme dei fattori ambientali – tra cui l’aria che respiriamo, la dieta, le abitudini di vita: ciò che in ambito scientifico si definisce “esposoma” – influenza l’espressione dei nostri geni, pur senza alterare la sequenza del DNA.

La particolarità di questa ricerca sta nell’obiettivo di associare l’insieme dei dati epigenetici (epigenoma) all’esposoma. Se infatti il nostro genoma rimane sostanzialmente stabile nel tempo, l’epigenoma varia in funzione dell’ambiente in cui viviamo, del lavoro e delle scelte che facciamo ogni giorno. Per semplificare, mentre nel DNA è scritta la nostra predisposizione genetica a sviluppare determinate patologie, è l’epigenoma, modulato dai fattori ambientali e comportamentali, a determinare in che misura tali predisposizioni si manifestino o vengano invece compensate proteggendo la salute.

La prima fase del progetto ha previsto un coinvolgimento di duecento donatori e donatrici di Avis Legnano che, su base volontaria e in forma anonima, hanno accettato di sottoporsi a un monitoraggio approfondito  delle loro abitudini di vita. Alcuni dati, come l’attività fisica e la qualità del sonno, sono stati rilevati attraverso degli smartwatch indossati dai volontari e grazie a una rete di centraline collocate nel territorio legnanese per rilevare la qualità dell’aria. Altri dati, come il consumo di acqua o alcool, il fumo e le variazioni dell’umore, sono stati raccolti attraverso brevi questionari proposti durante la giornata da un’app installata sul telefono dei partecipanti. Per quanto riguarda l’alimentazione, le foto dei propri pasti scattate da ciascun volontario verranno analizzate con algoritmi di intelligenza artificiale.

«Si tratta di un risultato straordinario, che apre scenari incredibili per la ricerca», ha commentato Elia Biganzoli, co-principal investigator del progetto. Biganzoli ci ha spiegato che l’approccio seguito in questo progetto è completamente nuovo, unico al mondo: prevede infatti che per ogni partecipante vengano raccolte e associate una quantità di informazioni, variabili e indicatori mai raggiunta prima. Le possibilità di analisi che si aprono da questa modalità di campionamento avranno ricadute sull’approccio alla ricerca a livello globale.

«Con uno studio del genere vogliamo andare oltre la semplice correlazione tra ambiente e rischi per la salute», spiega ancora Biganzoli. «Si tratta di promuovere forme di resilienza e invecchiamento attivo, non soltanto prevenire le malattie. Andiamo verso una medicina di protezione e promozione della salute che tenga conto ad esempio degli effetti biologici profondi dell’attività fisica, dello stile di vita e della cosiddetta greenness, termine con cui si definiscono i benefici dati dalla frequentazione di spazi verdi».

Come dicevamo in apertura, il progetto è entrato nella sua seconda fase, che prevede di coinvolgere seimila ulteriori partecipanti: «Non cerchiamo profili particolari», spiega Valentina Bollati, principal investigator e coordinatrice di MAMELI. «L’adesione avviene su base volontaria, basta avere almeno 18 anni e vivere a Legnano. Le modalità di monitoraggio saranno le stesse seguite nel corso della prima fase». Quindi, se anche ufficialmente il coinvolgimento di Avis Legnano si è concluso, i nostri soci e socie hanno ancora la possibilità di rendersi utili al progetto, spargendo la voce. «Tanti partecipanti alla prima fase – prosegue Bollati – ci hanno detto che anche altri componenti della loro famiglia avrebbero voluto partecipare, ma non potevano perché non iscritti ad Avis. Ora hanno la possibilità di farlo».

Per candidarsi a partecipare al progetto è sufficiente andare sul sito ufficiale di MAMELI e seguire il link “Partecipa al progetto”, che dopo una serie di schermate esplicative conduce al form con cui candidarsi, che si trova qui.

Questa seconda fase di campionamento e analisi proseguirà per altri due anni, ma i dati raccolti costituiranno una base di riferimento di lungo periodo per ulteriori ricerche basate sugli stessi approcci metodologici.

Nei prossimi mesi saranno organizzate serate di divulgazione a Legnano, inclusa l’edizione 2026 della Notte europea dei ricercatori (che si tiene ogni anno a settembre). Continuate a seguire i nostri canali per restare aggiornati.

«Mi preme ringraziare i donatori e le donatrici di Avis Legnano», conclude Bollati. «L’impegno di tutta l’associazione per reclutare i partecipanti è stato fondamentale per concludere con successo la prima fase del progetto. Ci auguriamo di avere una partecipazione altrettanto attiva da qui in avanti».

(Foto di julien Tromeur su Unsplash)

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