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In un mondo dominato da personaggi pubblici la cui complessità psicologica comprende tratti affascinanti quanto preoccupanti, il narcisismo resta un argomento di grande interesse per la scienza e per le persone in generale. Le persone descritte come narcisiste sono spesso percepite come estremamente arroganti, dominanti, aggressive e fredde emotivamente nei confronti degli altri, esigenti in termini di attenzione e rispetto, ma raramente in grado di ricambiare. Negli ultimi due decenni sono stati compiuti importanti progressi nella comprensione di questo tratto complesso, in particolare riguardo alla sua definizione, misurazione e studio.

Attualmente, spiega un articolo sulla rivista Current Directions in Psychological Science, gli psicologi lo osservano attraverso una struttura gerarchica, da un concetto generale a componenti più specifici. Inizialmente, il narcisismo era spesso considerato un tratto unificato. Tuttavia, la ricerca ha chiarito che è meglio considerarlo come costituito da almeno due forme distinte: il narcisismo grandioso e il narcisismo vulnerabile. Queste due forme presentano “reti nomologiche” molto diverse, il che significa che si relazionano con altri tratti psicologici e comportamenti in modi distinti.

Il narcisismo grandioso è tipicamente associato all’arroganza, alla convinzione di meritare un trattamento speciale, a un’alta autostima, all’estroversione, all’aggressività e a una visione competitiva delle interazioni, in cui queste ultime sono viste come un gioco a somma zero, in cui solo una persona può vincere. Le persone con questo tipo di narcisismo possono inizialmente risultare affascinanti, ma il loro fascino tende a diminuire con il tempo. Al contrario, il narcisismo vulnerabile è caratterizzato da egocentrismo, bassa e instabile autostima, sfiducia negli altri, emozioni negative persistenti e isolamento sociale.

Più recentemente, è emerso un “modello a tre fattori”, che offre un quadro ancora più dettagliato delle componenti fondamentali del narcisismo. Questo modello suddivide il narcisismo in antagonismo, “estroversione agentica” (da agentic extraversion) e nevrosi narcisistica. L’antagonismo, ovvero il comportamento ostile o oppositivo, è una caratteristica fondamentale sia del narcisismo grandioso che di quello vulnerabile e si manifesta come arroganza, insensibilità, falsità e tendenza a sfruttare gli altri. L’estroversione agentica, un tratto specifico del narcisismo grandioso, è correlata all’assertività, alla leadership, a un’alta autostima e a un approccio proattivo e orientato alle ricompense nella vita. La nevrosi narcisistica, centrale nel narcisismo vulnerabile, comporta un’autostima fragile e incostante, una tendenza alle emozioni negative e ai sentimenti di vergogna. Questa componente è simile al disagio psicologico generale, ma causa anche un deterioramento delle relazioni interpersonali.

Un errore comune è pensare che il narcisismo consista semplicemente nell’ avere un’alta autostima, ma non è così. Il narcisismo grandioso può essere associato a uno stile assertivo ed estroverso, ma è legato a tratti problematici come l’aggressività, la freddezza emotiva e la manipolazione, a differenza dell’autostima sana, che è generalmente associata a emozioni positive. Infatti, con l’aumentare del narcisismo grandioso, il suo legame con l’autostima si indebolisce. Le persone narcisiste spesso sanno che gli altri li percepiscono in modo meno positivo e che questa percezione peggiora nel tempo.

Per quanto riguarda le “dinamiche motivazionali”, ovvero le ragioni alla base delle azioni narcisistiche, la ricerca ha cambiato orientamento. Il tradizionale “modello della maschera” suggeriva che il comportamento narcisistico grandioso nascondesse una profonda insicurezza, ma le prove empiriche a sostegno di questa idea sono poche. Le teorie più recenti, invece, propongono che il narcisismo sia guidato principalmente da “motivazioni agentiche” e da una costante ricerca dello status sociale. Il “modello di ricerca dello status nel narcisismo” suggerisce che gli individui narcisisti scelgano situazioni in cui possono acquisire status, prestino molta attenzione ai segnali che indicano opportunità di avanzamento e reagiscano di conseguenza per elevare la propria posizione.

Un altro ambito di indagine è se gli individui narcisisti “oscillino” tra stati grandiosi e vulnerabili, con condizioni temporanee piuttosto che tratti stabili della personalità. Recenti studi che utilizzano valutazioni intensive e ripetute hanno dimostrato che sia la grandiosità che la vulnerabilità possono effettivamente cambiare da un momento all’altro all’interno della stessa persona e che gli individui con tratti narcisistici più evidenti tendono a vivere maggiormente tali fluttuazioni. Tuttavia, spiega l’articolo, le prove che le persone passino esplicitamente da uno stato all’altro sono limitate; piuttosto, entrambe le dimensioni possono coesistere come tratti sottostanti all’interno della stessa persona, comportandosi in modo diverso a seconda del momento.

Nonostante i notevoli progressi, molto rimane ancora da comprendere. La ricerca futura dovrà indagare l’eziologia (le cause o le origini) delle componenti del narcisismo, compreso il ruolo dell’educazione genitoriale e delle influenze genetiche. I ricercatori dovranno anche comprendere quanto il narcisismo sia duraturo nel tempo e quali fattori, come la terapia o le esperienze di vita, possano portare a un cambiamento. È fondamentale condurre studi rigorosi per testare l’efficacia dei diversi approcci terapeutici, in particolare per gli aspetti antagonistici e nevrotici del narcisismo che causano maggiore sofferenza agli individui e a chi li circonda.

(Foto di Javad Esmaeili su Unsplash)

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