Skip to main content

A quasi un anno dall’ultimo testo licenziato dalla Conferenza unificata, il governo ha finalmente approvato il Programma di azione biennale per la promozione dei diritti e dell’integrazione delle persone con disabilità. In piena estate in molti denunciavano (anche noi) il lungo silenzio da parte delle istituzioni, che tardavano a fare l’ultimo passo che avrebbe reso operativo il documento. A fronte della reattività e della capacità di azione delle associazioni e della Conferenza unificata, che nel corso dei mesi si sono rimpallate diverse versioni del Piano, è seguito un anno di attesa per avere l’approvazione definitiva da parte dell’esecutivo.

Nel frattempo, era anche scaduto il mandato dell’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità, senza che si fosse proceduto al rinnovo delle cariche, dunque per mesi l’organo è stato di fatto sciolto. Solo a luglio di quest’anno, pochi giorni dopo la nostra denuncia, è arrivato il decreto di ricostituzione dell’Osservatorio firmato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Il decreto è poi stato registrato alla Corte dei conti solo l’8 settembre, quindi di fatto la sua efficacia è stata ritardata di altri due mesi. La prima riunione dell’Osservatorio è prevista per l’11 ottobre e si tratterà, scrive la Fish (Federazione italiana per il superamento dell’handicap), di un «passaggio necessario soprattutto ad organizzare in modo efficace i lavori dell’organismo, che ha funzioni di elaborazione, confronto e supporto alle politiche sulla disabilità, con la partecipazione di associazioni, organizzazioni sindacali, ministeri e altre rilevanti istituzioni (Inps, Inail, Istat)».

Le associazioni non possono che essere sollevate dal fatto che la situazione si sia finalmente sbloccata, ma resta il rammarico per le lunghe perdite di tempo. «Ancora prima di renderlo operativo – aveva scritto tempo fa Carlo Giacobini, direttore editoriale di Superando.it – quel Programma parte proprio con il piede sbagliato, con un segnale di scarsa cura e attenzione verso le sfide della disabilità. Nasce con una dimenticanza, con una dilazione, come se la variabile tempo non avesse rilevanza».

Ora però è il momento di mettere da parte le polemiche e guardare agli obiettivi che il Programma potrà contribuire a raggiungere. Ne elenca alcuni il sito Superabile.it, che fa parte dell’Inail: «Tra le sfide più impegnative da affrontare ci sono la riforma strutturale dell’attuale sistema di certificazione della condizione di disabilità; servizi e modelli organizzativi per la vita indipendente e il sostegno all’autodeterminazione; a livello di diritto alla salute, attenzione puntata sul consolidamento dei Livelli essenziali di assistenza e l’integrazione sociosanitaria, sul Nomenclatore tariffario delle protesi, si auspicano interventi sulla qualità della diagnosi, a favore delle persone con disabilità intellettiva e disturbo psichiatrico, l’attuazione della legge sull’autismo. Sul versante della scuola, occorre rendere più efficace il processo di inclusione scolastica anche con la formazione degli insegnanti di sostegno e dell’intero personale scolastico; inoltre, un tema fatto proprio dal Programma d’azione è quello dell’accesso degli adulti con disabilità a percorsi d’istruzione e formazione permanente. Sul fronte lavoro, la sfida è di “aggiornare aspetti specifici della normativa per renderla più efficace”, mentre alle grandi imprese si propongono iniziative come l’istituzione dell’Osservatorio aziendale e il disability manager. La sfida in materia di mobilità è la revisione delle normativa italiana in tema di accessibilità dell’ambiente fisico, urbano e architettonico, mentre non mancano proposte per rendere fruibili i luoghi del turismo e accessibile l’informazione, a partire da quella delle pubbliche amministrazioni».

Altro obiettivo fondamentale è il superamento delle diseguaglianze nei servizi lungo il territorio italiano (un problema di cui abbiamo parlato di recente), come si legge nel documento: «Il richiamo più grande che emerge dalla bozza del Programma d’azione, e “garanzia di successo” per lo stesso, è al “lavoro di riduzione delle diseguaglianze territoriali che tanto incidono sulle opportunità di vita delle persone con disabilità e che, troppo spesso, sono state invocate come ragione per ritardare, se non evitare, innovazione e cambiamento nel sistema di riconoscimento della disabilità, nell’organizzazione dei servizi in generale, nella realizzazione di politiche pienamente rispettose dei diritti delle persone con disabilità”».

Foto di Audi Nissen su Unsplash

Privacy Preference Center