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Il panorama della cura dell’HIV è stato rivoluzionato dai progressi della medicina, che lo hanno reso una malattia altamente gestibile. Le persone che convivono con l’HIV e che si sottopongono alle terapie possono oggi aspettarsi di vivere a lungo e in salute. L’efficacia dei farmaci è tale da ridurre la quantità di virus nel corpo a livelli non rilevabili, il che significa che la trasmissione diventa impossibile. Questa situazione è nota come “U=U”, ovvero “non rilevabile uguale non trasmissibile”, ed è supportata da oltre due decenni di studi, come spiega la ricercatrice Elena Vaughan su The Conversation.

Studi di grandi dimensioni, come gli studi Partner e Partner II, hanno fornito la prova più completa dell’U=U. Questi studi hanno seguito 2.020 coppie, sia eterosessuali che omosessuali, e hanno raccolto informazioni su 134 mila atti sessuali senza preservativo, senza registrare alcuna trasmissione di HIV tra i partner quando il partner positivo era sottoposto a terapia antiretrovirale. In queste condizioni, il rischio di trasmissione è risultato pari a zero. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha approvato il messaggio U=U, riconoscendolo come uno strumento fondamentale per combattere l’epidemia di HIV.

Tuttavia, nonostante i progressi della medicina, lo stigma legato all’HIV continua a rappresentare un ostacolo importante per la salute e il benessere delle persone che convivono con questa malattia. Da un’indagine condotta in tutta Europa è emerso che una persona su tre con HIV non ha rivelato la propria diagnosi a nessun familiare per paura del rifiuto. Inoltre, un terzo degli intervistati ha riferito di aver sperimentato lo stigma all’interno delle strutture sanitarie e quasi un quarto ha dichiarato di essere stato discriminato o di aver subito ritardi nell’accesso alle cure a causa del proprio stato di sieropositività. Questa diffidenza può scoraggiare l’accesso a servizi sanitari essenziali.

Uno studio condotto su oltre 18.000 operatori sanitari in Europa ha rivelato che quasi due terzi di loro hanno espresso preoccupazione per il prelievo di sangue da pazienti con HIV e un quarto ha riferito di aver usato doppi guanti. La prevalenza dello stigma legato all’HIV nell’assistenza sanitaria è particolarmente allarmante. Le esperienze di stigmatizzazione in ambito sanitario sono associate a una scarsa assunzione dei farmaci antiretrovirali e a un fallimento del trattamento, con conseguenze negative sia per i pazienti che per la collettività.

Una ricerca condotta in Irlanda ha evidenziato che la paura dell’HIV è uno dei principali fattori di stigmatizzazione in ambito sanitario, conclude Vaughan. Tuttavia, un risultato unico emerso dallo studio è che la conoscenza dell’U=U ha agito come fattore protettivo contro questa paura e il comportamento stigmatizzante. Gli operatori sanitari che comprendono e accettano il messaggio U=U hanno una probabilità significativamente inferiore di stigmatizzare le persone affette da HIV. Aumentare la consapevolezza e l’accettazione del messaggio U=U potrebbe quindi essere un intervento scalabile e a basso costo.

(Immagine di jcomp su Freepik)

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