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In un mondo sempre più preoccupato dall’aumento dei tassi di obesità, esiste una fascia demografica spesso trascurata all’estremo opposto dello spettro: gli individui che sono naturalmente molto magri e faticano ad aumentare di peso. Questa condizione, nota come magrezza costituzionale (da constitutional thinness), rappresenta un affascinante enigma biologico che sfida le ipotesi consolidate sul metabolismo e sull’equilibrio energetico. I ricercatori stanno ora iniziando a capire perché alcune persone rimangono magre senza sforzo, come riportato in un recente articolo della rivista Knowable Magazine, che attinge a riviste scientifiche come l’Annual Review of Nutrition.

Queste persone, che secondo le stime costituiscono circa l’1,9% della popolazione mondiale, mantengono spesso un indice di massa corporea (BMI) inferiore a 18,5, a volte anche solo 14, corrispondente a quello che dovrebbe avere una persona di 33 chili di peso e alta un metro e cinquanta. Nonostante mangino quanto i loro coetanei, a volte anche oltre 300 calorie in più al giorno rispetto al loro fabbisogno metabolico, e senza praticare un’attività fisica eccessiva, queste persone faticano ad aumentare di peso. Tale magrezza persistente può causare un notevole disagio e uno stigma sociale: spesso, infatti, le persone devono affrontare il cosiddetto skinny shaming (affine al più noto body shaming) e sospetti ingiustificati di disturbi alimentari. Per i ricercatori la magrezza costituzionale è un vero enigma, che mette in discussione i principi fondamentali dell’equilibrio energetico e del metabolismo.

Le ricerche scientifiche su questo fenomeno hanno rivelato una forte componente genetica: uno studio pubblicato su PLOS Genetics ha dimostrato che il 74% delle persone molto magre ha parenti con un fisico simile. Un esperimento condotto nel 1990 su gemelli identici e documentato sul New England Journal of Medicine ha mostrato risposte diverse all’aumento di peso in caso di sovralimentazione, con differenze tra coppie di gemelli tre volte superiori rispetto a quelle all’interno delle stesse coppie, il che conferma l’influenza genetica. È interessante notare che molti dei geni identificati sono gli stessi correlati all’obesità, il che suggerisce che la magrezza costituzionale potrebbe essere un “modello speculare” del suo opposto.

Il metabolismo delle persone costituzionalmente magre fornisce ulteriori indizi. Nonostante il loro apporto energetico totale sia spesso normale o addirittura leggermente superiore a quello delle persone di peso normale, il loro organismo sembra elaborare l’energia in modo diverso. Le sensazioni di appetito sembrano svolgere un ruolo importante: alcuni studi hanno infatti evidenziato una minore sensazione di fame e una maggiore sensazione di sazietà, nonché un ridotto consumo prospettico di cibo (un parametro misurabile relativo al desiderio di cibo). Il dispendio energetico totale può essere inferiore in termini assoluti, ma, se corretto per la massa magra, alcuni studi suggeriscono un’attività metabolica basale relativamente più elevata. Questi individui presentano anche un dispendio energetico postprandiale più elevato rispetto alla loro massa grassa. Inoltre, alcune ricerche suggeriscono che tendono a muoversi di più, il che contribuisce ad aumentare la termogenesi da attività non legata all’esercizio fisico, un meccanismo che consente di “bruciare” calorie, come evidenziato da uno studio pubblicato su PubMed. I loro corpi dimostrano anche una ridotta efficienza energetica durante gli esercizi di bassa e moderata intensità, come camminare e andare in bicicletta, il che significa che consumano più energia per i movimenti quotidiani.

Una meta-analisi del 2021, pubblicata su Nature, ha rivelato che queste persone hanno una quantità di grasso quasi normale in tutto il corpo, nonostante il loro peso ridotto. Ciò che spesso manca è la massa muscolare, con fibre muscolari circa il 20% più piccole rispetto a quelle delle persone di peso normale. Si osserva anche una riduzione della massa ossea che fa temere un rischio più elevato di osteoporosi con l’avanzare dell’età, soprattutto nelle donne. Studi sull’eccesso di alimentazione hanno dimostrato che la magrezza costituzionale “resiste” in gran parte all’aumento di peso, in particolare con diete ricche di grassi, e che qualsiasi aumento di peso scompare rapidamente quando si torna a un’alimentazione normale. Tale resistenza non deve essere confusa con l’anoressia nervosa, in quanto le persone costituzionalmente magre presentano profili ormonali e psicologici normali.

La comprensione di questi profili metabolici e genetici potrebbe aprire la strada a nuove strategie cliniche. Jens Lund, ricercatore post-dottorato in ricerca metabolica presso l’Università di Copenaghen e citato da Knowable Magazine, spera che l’identificazione dei meccanismi che proteggono dall’aumento di peso possa portare a nuovi trattamenti sia per chi fatica ad aumentare di peso sia per chi cerca di dimagrire. Per chi soffre di questa condizione, si sta studiando l’efficacia dell’allenamento di resistenza combinato con approcci nutrizionali specifici come metodo per aumentare la massa muscolare e, potenzialmente, mitigare i rischi per la salute associati alla bassa densità ossea e muscolare.

(Foto di David Trinks su Unsplash)

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