Le politiche europee e italiane in materia di migrazione sono al centro dell’attenzione dopo l’attacco sferrato lo scorso 24 agosto dalla cosiddetta Guardia Costiera libica contro una nave di soccorso umanitario. Per anni, l’Unione Europea e l’Italia hanno sostenuto e finanziato attivamente questo gruppo di forze armate, fornendo addestramento e risorse alle milizie armate con l’obiettivo dichiarato di frenare le partenze dei migranti dalla Libia. Tuttavia, questo sostegno ha coinciso con un atteggiamento sempre più aggressivo da parte delle forze libiche, sollevando seri interrogativi sulla complicità, come riportato da Nikolaj Nielsen per EUobserver.
Nel corso dell’aggressione, una motovedetta della Guardia Costiera libica, di classe Corrubia e sostenuta dall’UE, che l’Italia ha donato nel 2023 con fondi dell’UE, ha sparato centinaia di colpi contro l’Ocean Viking, una nave di soccorso gestita dall’ONG SOS Méditerranée. L’attacco, avvenuto in acque internazionali e senza alcun motivo, ha causato danni importanti, tra cui fori di proiettile nei finestrini del ponte e danni ai motoscafi di soccorso a bordo. L’Ocean Viking aveva appena soccorso 87 persone e stava andando in soccorso di un’altra imbarcazione in difficoltà, situazione nota alle autorità italiane.
Le registrazioni audio e i documenti condivisi da SOS Méditerranée con Il Post rivelano i dettagli strazianti dell’incontro. Le forze libiche hanno ripetutamente ordinato all’Ocean Viking di “andarsene, tornare indietro” e, nonostante la nave avesse cambiato rotta e comunicato con i centri di coordinamento dei soccorsi, hanno iniziato a sparare. Angelo Selim, responsabile dei soccorsi a bordo dell’Ocean Viking, ha lanciato richieste di soccorso urgenti alla Guardia Costiera italiana, implorando aiuto mentre il suo equipaggio era sotto il fuoco nemico. Le risposte dei funzionari italiani sono state registrate, ma in seguito hanno informato l’Ocean Viking di non essere in contatto con il coordinamento libico e di contattare la Norvegia, sotto cui batte la bandiera della nave. La Guardia Costiera libica ha continuato a sparare, insultando l’equipaggio e minacciando di ucciderlo e affondare la nave, anche dopo che l’Ocean Viking aveva segnalato la propria partenza. Alla fine, la motovedetta si è allontanata e, dopo aver chiesto senza successo l’assistenza della NATO e della Marina italiana, l’Ocean Viking ha attraccato ad Augusta il 25 agosto. Sos Méditerranée ha quindi sporto denuncia per tentato omicidio plurimo, tentato naufragio e danneggiamento della nave.
Questa aggressione ha profonde implicazioni per le politiche migratorie europee e italiane. Mounir Satouri, eurodeputato francese dei Verdi e presidente della Commissione per i diritti umani del Parlamento europeo, ha dichiarato a EUobserver che l’UE e i suoi Stati membri sono “complici penali di questi crimini” a causa del loro sostegno attivo alla Guardia costiera libica. Questa complicità è ulteriormente sottolineata dal fatto che, secondo quanto riferito, l’UE sarebbe pronta a consegnare due nuove motovedette alla Libia, nonostante le sparatorie documentate. Questo incidente getta un’ombra sul principio del “non nuocere” della Commissione europea in Libia, mettendo in luce i dilemmi etici e pratici legati all’esternalizzazione del controllo dell’immigrazione a forze accusate di simili violenze.
(Foto di Jennifer Latham su Pexels)
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