Skip to main content

Il traffico di droga è caratterizzato da una disponibilità senza precedenti di sostanze diverse e potenti, che pongono grosse sfide in materia di salute e sicurezza in tutto il continente. L’ultimo rapporto europeo sulle droghe dell’Agenzia europea per le droghe (EUDA) evidenzia un contesto politico complesso, un panorama in continua evoluzione richiede risposte adattive per salvaguardare la salute pubblica e la sicurezza della comunità.

In tutta Europa, la disponibilità di droghe illegali rimane elevata per tutti i tipi di sostanze. Una tendenza preoccupante è la pratica diffusa del consumo di più sostanze: gli individui consumano due o più sostanze psicoattive contemporaneamente o in sequenza, aumentando in maniera preoccupante i rischi per la salute, compresi i casi di overdose. Le reti criminali sfruttano le rotte commerciali globali e le piattaforme online per facilitare il traffico e la distribuzione, contribuendo ad aumentare i livelli di violenza e corruzione in alcuni paesi. Il mercato è anche caratterizzato dalla costante comparsa di nuove sostanze psicoattive, alcune delle quali sono eccezionalmente potenti, come gli oppioidi nitazeni, che possono essere letali. Queste sostanze sono spesso spacciate per altre droghe meno potenti, causando avvelenamenti.

In questo contesto, la situazione italiana presenta sfide specifiche, ma riflette le tendenze europee più generali. Nel 2023 i sequestri di cocaina in Italia hanno raggiunto i 38.000 chili, contribuendo al record di 316 tonnellate sequestrate negli Stati dell’UE quell’anno. Ciò evidenzia il ruolo dell’Italia come paese di destinazione o di transito nel commercio globale di cocaina, il cui uso porta conseguenze per la salute, tra cui problemi cardiovascolari e disturbi psichiatrici.

Per quanto riguarda gli oppioidi, sebbene l’eroina resti una droga che desta preoccupazione, con 63 decessi correlati segnalati nel 2023, il panorama si sta diversificando. In generale, gli oppioidi sono le sostanze più comunemente implicate nei decessi per droga in tutta l’UE. L’Italia fornisce trattamenti con agonisti oppioidi (farmaci che attivano recettori che riducono il dolore) nelle carceri, un’importante misura di riduzione del danno. Tuttavia, il report evidenzia che l’accesso a questi trattamenti varia da un paese europeo all’altro e che i servizi devono continuamente adattarsi all’evoluzione dei modelli di consumo e alle nuove minacce legate agli oppiacei.

L’emergere di nuove sostanze psicoattive e di miscele complesse di droghe tradizionali complica ulteriormente la situazione. L’Italia ha segnalato il rilevamento di miscele di “tucibi” o “cocaina rosa”, che in genere contengono ketamina, MDMA e, talvolta, altre nuove sostanze psicoattive. Questo fenomeno, osservato anche in Spagna, indica una domanda da parte dei consumatori di effetti specifici, che tuttavia comporta il consumo inconsapevole di miscele di sostanze diverse. Inoltre, nel 2023 l’Italia ha registrato un aumento delle richieste di trattamento per l’uso di ketamina, una sostanza che, sebbene non sia ampiamente consumata in Europa, è associata a un aumento dei danni per la salute.

In termini di riduzione del danno, l’Italia figura tra i dodici Paesi dell’UE che hanno segnalato di fornire servizi di controllo delle droghe nel 2023. Questi servizi sono fondamentali per identificare il contenuto effettivo delle sostanze illecite, soprattutto data la prevalenza di droghe etichettate in modo errato e miscele sconosciute, e contribuiscono a prevenire gli avvelenamenti.

La situazione del traffico e consumo di droga in Italia rispecchia dunque la complessità osservata in tutta Europa, che deve affrontare la doppia sfida dei problemi persistenti legati alle droghe più tradizionali, come la cocaina e l’eroina, e della minaccia costituita dalle nuove sostanze psicoattive e dalle miscele complesse. Strategie di salute pubblica e legali, supportate da una solida raccolta di dati e da iniziative di riduzione del danno, rimangono fondamentali per affrontare efficacemente queste sfide.

(Foto di Mart Production su Pexels)

Ricordati di farlo

Lo sai che puoi destinare il 5 per mille dell’IRPEF all’Avis di Legnano? Basta inserire il nostro codice fiscale al momento della dichiarazione. Useremo i proventi per fare ancora meglio ciò che facciamo da sempre.

È spiegato tutto qui

Privacy Preference Center