Gli attacchi informatici sono diventati uno strumento ricorrente di acquisizione di dati, estorsione e spionaggio. Colpiscono le grandi organizzazioni, ma anche imprese e individui. Lavoce.info ha pubblicato un articolo in cui spiega cosa si fa in Italia per contrastare il fenomeno.
Tutti possono subire un attacco
Pochi giorni fa, un gruppo di hacker legato all’Iran ha violato l’account e-mail personale del direttore dell’Fbi Kash Patel, rendendo evidente che pure le figure istituzionali di altissimo profilo possono essere esposte ad attacchi informatici mirati. Anche in Italia il rischio è assai concreto: un attacco alle Gallerie degli Uffizi ha portato alla sottrazione di dati sensibili – tra cui codici di accesso, password e sistemi di sicurezza – con la richiesta di un riscatto per evitarne la diffusione sul dark web.
Sul piano economico, gli attacchi informatici generano costi rilevanti e spesso sottostimati. Secondo Ibm, nel report Cost of a Data Breach (realizzato con il Ponemon Institute), il costo medio di una violazione dei dati per azienda si attesta intorno ai 4 milioni di dollari.
Le stime aggregate suggeriscono inoltre che il cybercrime rappresenti ormai una componente significativa delle perdite economiche globali, soprattutto per gli effetti indiretti sulla produttività, sulla continuità operativa e sulla fiducia nei sistemi digitali.
Oltre gli stereotipi
Il fenomeno hacker è articolato e non è riconducibile esclusivamente a una dimensione individuale. Una quota crescente degli attacchi è infatti attribuibile a gruppi organizzati, spesso mossi da interessi economici, strategici o politici.
In alcuni casi, soggetti privati operano in connessione, diretta o indiretta, con apparati di sicurezza nazionale, contribuendo a rendere il fenomeno parte integrante delle dinamiche geopolitiche ed economiche.
Il termine “hacker” identifica un insieme eterogeneo di attori, competenze e finalità. Nel campo, per esempio, operano anche figure professionali legittime, come gli hacker etici, sempre più richiesti da imprese e istituzioni per individuare vulnerabilità prima che vengano sfruttate in modo malevolo. Tra queste polarità si colloca un’area intermedia in cui competenze tecniche e finalità non sono sempre chiaramente distinguibili.
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(Foto di Compare Fibre su Unsplash)
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