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L’Europa ha recentemente vissuto una serie di ondate di calore senza precedenti, che hanno reso i cambiamenti climatici una realtà più tangibile per molte persone. Da almeno due decenni gli scienziati del clima attribuiscono questi fenomeni, così come a tempeste o siccità, al riscaldamento globale. Ora, il settore della “scienza dell’attribuzione” sta compiendo un passo avanti in questo senso, tracciando un legame diretto tra questi eventi e i principali produttori di combustibili fossili.

Un nuovo studio pubblicato su Nature rivela che il riscaldamento globale di origine antropica ha reso le ondate di calore più probabili e intense (ne avevamo già parlato tempo fa). Analizzando 213 ondate di calore registrate tra il 2000 e il 2023, i ricercatori hanno scoperto che la probabilità mediana di un’ondata di calore è aumentata di circa 20 volte nel periodo 2000-2009, per poi salire a circa 200 volte nel periodo 2010-2019, rispetto all’era pre-industriale (1850-1900). Un quarto di questi eventi sarebbe stato “praticamente impossibile” senza il riscaldamento causato dall’attività umana. Lo studio mostra inoltre che l’intensità media delle ondate di calore è aumentata di 1,4 gradi centigradi nel periodo 2000-2009, di 1,7 gradi nel periodo 2010-2019 e di 2,2 gradi nel periodo 2020-2023, in linea con l’aumento della temperatura media globale della superficie terrestre.

Il progresso più importante di questa ricerca è però la sua capacità di collegare direttamente le singole aziende e gli altri grandi emettitori, detti carbon major, a specifiche ondate di calore. Queste 180 entità includono molte delle più grandi società energetiche del mondo, imprese statali come la saudita Saudi Aramco e la russa Gazprom, nonché i principali produttori di cemento e carbone di paesi come l’India e la Cina. Insieme, questi carbon major sono responsabili di quasi il 57% delle emissioni storiche globali di gas serra.

Lo studio ha rilevato che le emissioni di questi grandi emettitori hanno contribuito a circa la metà dell’aumento dell’intensità delle ondate di calore rispetto all’era preindustriale e che la loro influenza è ancora in aumento. Queste entità sono collettivamente responsabili di 0,67 gradi su un aumento di 1,3 gradi della temperatura media globale della superficie terrestre dal 1850 al 1900, con i 14 maggiori carbon major che rappresentano 0,33 gradi di tale riscaldamento. Per circa 53 ondate di calore, le emissioni delle aziende energetiche e di altri grandi produttori di carbonio hanno aumentato la loro probabilità di verificarsi di oltre 10mila volte. Ad esempio, il più grande produttore di emissioni, l’ex Unione Sovietica, ha reso 53 ondate di calore (il 25% di quelle analizzate) almeno 10mila volte più probabili. Anche il più piccolo produttore di carbonio in termini di emissioni, Elgaugol (Russia), ha reso 16 ondate di calore (l’8% di quelle analizzate) almeno 10mila volte più probabili, il che significa che le sue sole emissioni hanno reso possibili eventi che altrimenti sarebbero stati praticamente impossibili.

Queste nuove prove hanno un peso notevole, soprattutto in considerazione dell’aumento del di cause legali legate al clima in tutto il mondo. Secondo gli esperti si tratta di una linea diretta di prove che può influenzare le cause in corso su eventi climatici specifici, come quella da 52 miliardi di dollari intentata da un governo della contea dell’Oregon (Stati Uniti) contro le aziende di combustibili fossili per il loro contributo all’ondata di caldo del 2021 nel Pacifico nord-occidentale. Christopher Callahan, scienziato del sistema terrestre presso l’Università dell’Indiana, ritiene che sia “moralmente appropriato” ritenere queste aziende responsabili delle emissioni dei loro prodotti, soprattutto alla luce delle prove che dimostrano che erano consapevoli dei pericoli del cambiamento climatico e che hanno ostacolato l’azione per il clima. Questa ricerca contribuisce a colmare il “divario probatorio” nei contenziosi sul clima, fornendo un solido supporto scientifico alle richieste di responsabilità per i danni climatici. Sebbene gli scienziati non possano attribuire responsabilità legali, possono quantificare i nessi causali. Resta da vedere cosa faranno i tribunali e i politici con queste informazioni. Nonostante permangano incertezze elevate per alcune ondate di calore estreme a causa della loro rarità statistica e nonostante si riconosca la necessità di una segnalazione più completa delle ondate di calore nei database, questo approccio sistematico all’attribuzione rappresenta un significativo passo avanti nella comprensione e nell’attribuzione dell’impatto umano su un clima in continua evoluzione.

(Foto di Odile su Unsplash)

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