Il mercato degli integratori alimentari gode di ottima salute. Ma non è detto che chi li usa tragga altrettanti benefici per la propria, di salute. Una ricerca appena pubblicata sugli Annals of Internal Medicine ha portato a risultati che non confermano l’utilità degli integratori, e anzi gettano qualche ombra sulla loro possibile dannosità in alcuni casi. «Abbiamo rilevato che l’uso gli integratori alimentari non è associato a benefici in termini di mortalità su un campione rappresentativo di adulti statunitensi – si legge nel paper –. Le prove suggeriscono che un’assunzione adeguata di nutrienti attraverso il cibo è associata a una riduzione del rischio di mortalità, mentre un eccesso di assunzione attraverso integratori può essere dannoso».
La fonte dei nutrienti conta
Ciò che lo studio mette in discussione non è tanto il valore di alcuni micronutrienti per la salute (si parla di vitamina A, K, D, magnesio, zinco, rame). Il loro apporto ha effettivamente degli effetti positivi in termini di riduzione della mortalità e dell’incidenza di alcuni tipi di tumori. Ma questo è vero soprattutto quando tali nutrienti arrivano da una dieta equilibrata, piuttosto che dall’utilizzo di integratori. Non è chiaro il perché di questa differenza, ma i ricercatori ipotizzano che il risultato sia legato al diverso grado di assorbimento di tali sostanze nella normale digestione, rispetto alla loro assunzione in dosi separate dal cibo e concentrate in pastiglie o altre forme. Bisogna anche abbandonare l’idea che comunque, visto che questi nutrienti sono “buoni” per la salute, assumerne in grande quantità sia sempre sicuro. Sembra infatti che, per esempio, un eccesso di consumo di calcio sia associato a una più alta mortalità legata ai tumori. La revisione sistematica dei risultati di 11 altri studi sembra provare l’associazione tra un eccesso di calcio e un aumento del rischio di cancro alla prostata.
L’illusione data dagli stili di vita
Uno dei fattori che portano talvolta a individuare degli effetti benefici legati all’uso di integratori, è che chi li usa ha già in partenza uno stile di vita che prevede una maggiore cura per la qualità e quantità di ciò che mangia, e per il bilanciamento dei diversi nutrienti. Gli autori della ricerca scrivono che, nelle loro rilevazioni, inizialmente l’uso di integratori sembrava in effetti essere connesso a un miglioramento dei fattori di rischio di mortalità. Una volta che i dati sono stati corretti in base a fattori quali il livello di istruzione e gli stili di vita dei partecipanti, tali effetti benefici apparenti sono diventati statisticamente irrilevanti. Questo risultato, in linea con quelli di altri studi dello stesso tipo, suggeriscono che siano fattori estranei all’assunzione di integratori a influire. Chi li usa infatti segue spesso una dieta più bilanciata, fa attività fisica con regolarità, non fuma e non beve alcolici (o lo fa in misura moderata), ed è in peso forma.
Attenzione: le informazioni contenute in questo articolo non costituiscono consigli medici. È sempre opportuno consultare il proprio medico di base per qualsiasi chiarimento in merito alla propria salute.
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