L’ultima indagine dell’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali (FRA) dipinge un quadro desolante della vita della più grande minoranza etnica d’Europa. L’indagine conferma che l’«antiziganismo», una forma di razzismo che prende di mira i Rom e i travellers, è il motore di privazioni ed esclusione per queste comunità. I risultati rivelano una profonda incapacità di garantire il rispetto dei diritti fondamentali di queste popolazioni, e un pregiudizio diffuso che si manifesta in atti di discriminazione quotidiana.
In tutta l’UE, quasi un Rom su tre (il 31%) si è sentito discriminato nell’ultimo anno. In Italia questa percentuale raddoppia, raggiungendo il 60%. Quando cercano lavoro, due terzi dei Rom in Italia (il 66%) subiscono discriminazioni, superando di gran lunga la già elevata media UE del 36%. Quando cercano un alloggio, il 57% in Italia viene respinto a causa della propria origine, a fronte del 35% in tutta l’UE. Questo muro di pregiudizi di fatto blocca l’accesso a due elementi fondamentali per la stabilità: un lavoro e una casa.
Tale discriminazione sistemica è uno dei fattori chiave della profonda povertà che intrappola le famiglie Rom. In generale, il 70% dei Rom nei Paesi UE oggetto dell’indagine è a rischio di povertà, un tasso più di quattro volte superiore al 16% della popolazione generale dell’UE. In Italia, tale percentuale sale all’89%. In tutta l’UE, quasi la metà delle famiglie Rom (il 47%) vive in alloggi al di sotto degli standard, ma la situazione è particolarmente grave in Italia, dove il tasso di povertà si manifesta in un sovraffollamento estremo che colpisce il 93% della popolazione, superando di gran lunga la media UE dell’83%.
Per i bambini nati in queste condizioni, il percorso verso un futuro migliore sin interrpompe spesso prima ancora di iniziare. La disparità educativa è un anello fondamentale della trappola intergenerazionale. In tutta l’UE, solo il 53% dei bambini Rom frequenta le scuole della prima infanzia, a fronte del 95% dei bambini della popolazione generale. Anche questo aspetto è particolarmente grave in Italia, dove solo il 23% dei bambini Rom frequenta la scuola materna. Mentre la segregazione scolastica rimane un problema importante in tutta Europa, con il 46% dei bambini Rom che frequenta scuole in cui la maggior parte o tutti gli alunni sono Rom, il tasso relativamente più basso dell’Italia offre un raro punto di contrasto.
La relazione della FRA giunge a una conclusione inequivocabile: l’UE non sta seguendo la strada giusta per raggiungere gli obiettivi di inclusione dei Rom fissati per il 2030, con progressi particolarmente modesti nella lotta all’antiziganismo e nella riduzione della povertà. Questa mancanza di cambiamenti ha eroso la fiducia della comunità nel sistema. Il tasso di segnalazione dei casi di discriminazione è crollato: solo il 6% delle vittime presenta ora una denuncia, in netto calo rispetto al 16% del 2016. La prefazione del rapporto sottolinea la gravità di questo fallimento: “Non possiamo accettare che un’altra generazione cresca nell’esclusione”. Se non ci sarà un impegno politico reale e un’azione efficace, conclude il report, questo ciclo di pregiudizi e povertà proseguirà senza fine.
(Immagine dalla pagina YouTube della FRA)
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