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In Italia, quella delle persone senza dimora rimane una questione sociale critica, con individui vulnerabili che vivono in condizioni estreme, spesso aggravate dall’impossibilità di accedere a diritti fondamentali come l’alloggio e l’assistenza sanitaria. Un recente rapporto dell’Osservatorio fio.PSD ha evidenziato la tragica realtà dei decessi tra i senzatetto in Italia.

Nel 2024 si sono verificati 434 decessi di persone senza dimora in Italia, un numero in aumento rispetto ai 415 decessi del 2023 e ai 399 del 2022. L’Osservatorio fio.PSD, composto da rappresentanti del terzo settore, professionisti del sociale e ricercatori, ha raccolto questi dati attraverso le notizie locali e le segnalazioni delle organizzazioni che ne fanno parte. Pur non trattandosi di un’indagine statistica completa, il rapporto stima l’entità di un fenomeno più ampio e sottovalutato.

I risultati principali rivelano che i decessi avvengono durante tutto l’anno, con picchi nei mesi estivi e invernali più freddi. Il profilo dei deceduti è principalmente maschile (91%), spesso di nazionalità straniera (61%), con un’età media di 44,9 anni. Dal punto di vista geografico, i decessi si concentrano soprattutto nelle grandi città come Roma (31) e Milano (23), ma sono sempre più diffusi anche nei centri urbani di medie e piccole dimensioni. Molti dei deceduti rimangono non identificati, senza riconoscimento ufficiale né dignità. Una tendenza allarmante è l’aumento del numero di giovani deceduti, spesso a causa di suicidio. Nel 2024, il 18% dei decessi ha riguardato persone di età compresa tra i 17 e i 29 anni.

Il rapporto sottolinea che molti dei deceduti avevano trascorso anni in strada, mentre altri avevano alternato la vita di strada ai servizi di supporto. Tra i fattori comuni vi è la mancanza di accesso ai diritti di base, come l’alloggio e l’assistenza sanitaria. Le cause di morte riflettono l’estrema vulnerabilità di questa popolazione: il 47% è attribuibile a eventi traumatici e accidentali come aggressioni, incidenti e suicidi. Un altro 39% è morto a causa di malattie o patologie improvvise, spesso dovute a anni di assistenza sanitaria inadeguata. I luoghi in cui si sono verificati i decessi evidenziano le condizioni di vita dei senzatetto: il 32% delle morti si è verificato in strade, parchi e aree pubbliche, il 22% in baracche e ripari di fortuna.

Il rapporto fio.PSD è un invito all’azione e sottolinea come molte di queste morti potrebbero essere evitate. L’organizzazione sostiene il rafforzamento delle misure di prevenzione, l’intervento precoce e il sostegno mirato, con un’attenzione particolare all’alloggio. Il modello Housing First, che dà la priorità alla fornitura di una casa sicura e stabile, è ritenuto dagli esperti del problema un approccio promettente. È importante raggiungere le persone senza dimora e offrire loro soluzioni che integrino servizi sociali, assistenza sanitaria e sostegno alla comunità.

(Foto di Jon Tyson su Unsplash)

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