Nonostante le tensioni politiche internazionali e i tentativi di alcuni governi di rallentare le politiche ambientali, la lotta al cambiamento climatico ha raggiunto un punto di non ritorno. Come analizzato in un recente studio pubblicato su Nature, il progresso verso la sostenibilità è protetto da una serie di meccanismi di stabilizzazione (strutture legali, economiche e infrastrutturali che impediscono di tornare a modelli basati sui combustibili fossili) e da circoli virtuosi che rinforzano il cammino intrapreso. Sebbene l’attuale amministrazione degli Stati Uniti abbia cercato di indebolire le normative climatiche, l’azione globale continua a evolversi sotto i punto sottoscritti dell’Accordo di Parigi, spinta da una riduzione drastica dei costi delle energie rinnovabili e delle batterie.
L’irreversibilità del progresso climatico poggia su basi solide. Una delle principali è l’accumulo di oltre cinquemila leggi e politiche sull’energia distribuite in duecento paesi. Questa densità normativa crea una stabilità che va oltre i singoli cicli elettorali. Inoltre, la diffusione dell’autorità pubblica su più livelli – dalle direttive dell’Unione europea alle iniziative delle singole città – offre una resistenza efficace contro eventuali passi indietro dei governi nazionali. Un esempio emblematico si è verificato quando il governo federale americano si è ritirato dall’Accordo di Parigi: in quel momento numerosi stati, autorità locali e grandi aziende hanno annunciato che avrebbero continuato a rispettare gli obiettivi climatici indipendentemente dalle decisioni di Washington. A questo si aggiunge il ruolo crescente delle climate litigations (iniziative legali per costringere governi e aziende a rispettare gli impegni ambientali), che rende l’inerzia politica sempre più costosa e rischiosa dal punto di vista giuridico.
Un altro fattore determinante è la cosiddetta dipendenza dal percorso (un fenomeno per cui le scelte tecnologiche e gli investimenti infrastrutturali passati condizionano e vincolano le direzioni future). Una volta costruite le infrastrutture per l’energia rinnovabile, esse diventano la scelta più logica ed economica per il mercato. L’elettrificazione dei trasporti e del riscaldamento sta seguendo una traiettoria simile: i veicoli elettrici sono tre volte più efficienti dei motori a combustione interna e le pompe di calore superano le caldaie a gas con lo stesso margine. In paesi come la Cina e la Norvegia, la diffusione di queste tecnologie ha già superato punti di svolta critici, rendendo il passaggio all’elettrico non solo desiderabile per l’ambiente, ma vantaggioso per le economie di scala.
Il cambiamento non è solo tecnico, ma anche narrativo e sociale. La ricerca sottolinea l’importanza di superare i cosiddetti doom loops (narrazioni catastrofiste che enfatizzano i fallimenti generando apatia e disimpegno) a favore dei ambition loops (racconti che evidenziano i successi e il potenziale di miglioramento, ispirando cooperazione e nuovi investimenti). Quando le comunità vedono che il cambiamento è possibile e vantaggioso, si crea un consenso collettivo che normalizza l’azione climatica, influenzando l’industria, l’istruzione e la volontà politica. Oggi, circa l’ottanta per cento della popolazione mondiale desidera che il proprio paese faccia di più contro il riscaldamento globale.
I risultati di questa resistenza strutturale sono già visibili nei dati globali. La crescita annua delle emissioni di CO2 è passata dal due per cento del decennio precedente al 2015 a meno dello 0,5% negli anni successivi all’Accordo di Parigi. Questo rallentamento ha abbassato le proiezioni del riscaldamento globale per questo secolo da circa 4°C a meno di 3°C. Sebbene la strada verso le emissioni nette zero (lo stato in cui le emissioni di gas serra prodotte dall’uomo sono compensate dalla loro rimozione dall’atmosfera) richieda ancora investimenti massicci e un’accelerazione dell’azione politica, la struttura stessa della nostra società si sta trasformando. La sfida del futuro non è più capire se la transizione avverrà, ma garantire che avvenga con la velocità e l’equità necessarie per proteggere la salute del pianeta e dei suoi cittadini.
(Foto di Thomas Richter su Unsplash)
Se sei arrivato fin qui
Magari ti interessa iscriverti alla nostra newsletter settimanale. Ricevereai il riepilogo delle cose che pubblichiamo sul blog, e se succede qualcosa di importante che riguarda l’associazione lo saprai prima di tutti.
