Il miliardario Bill Gates ha pubblicato una serie di riflessioni sul cambiamento climatico che secondo gli esperti del tema sono problematiche, fino a scadere nella disinformazione. Ne ha scritto Valigiablu.
Perché l’opinione di un influente miliardario deve apparire più decisiva, per le sorti del dibattito sul cambiamento climatico, di ciò che la scienza ha scoperto in 60 anni di ricerca? Partiamo da questa domanda per esaminare lo scompiglio generato da un intervento che Bill Gates ha pubblicato di recente sul proprio sito, intitolato “Tre dure verità sul clima”.
Le tre verità, secondo Gates, sono le seguenti: il cambiamento climatico è un problema serio, ma non un’inevitabile fine della civiltà e dell’umanità; la temperatura globale non dovrebbe essere considerata il parametro con cui misurare i progressi nella lotta al cambiamento climatico; prosperità e salute sono le migliori difese contro il cambiamento climatico.
Gates sostiene che le «prospettive apocalittiche» starebbero inducendo la comunità globale a concentrarsi eccessivamente sugli obiettivi di emissione a breve termine, distogliendo risorse da altre azioni che dovremmo intraprendere per migliorare la qualità della vita su un pianeta che si sta riscaldando, soprattutto nei paesi poveri.
Il fondatore di Microsoft non ignora il problema delle emissioni di gas serra, come l’anidride carbonica, dovute all’uso dei combustibili fossili, dato che sono all’origine del riscaldamento globale. Tuttavia afferma che le innovazioni tecnologiche – come quelle legate alle energie rinnovabili, ai veicoli elettrici, agli accumuli di energia, hanno già iniziato a ridurre l’intensità di carbonio dell’attività economica globale e che nuove innovazioni arriveranno grazie allo sviluppo economico. Nell’ultimo decennio c’è stata un’enorme crescita delle tecnologie solari ed eoliche e delle batterie, trainata da costi sempre più bassi.
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(Kuhlmann /MSC, CC BY 3.0 DE, via Wikimedia Commons)
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