La salute di un individuo viene modellata innanzitutto da fattori ambientali e sociali: l’aria che respira, il cibo che può permettersi e la solidarietà della comunità in cui vive. Per milioni di persone, queste condizioni sono oggi minacciate dalla combinazione tra povertà e inquinamento, favorita dal cambiamento climatico. Come evidenziato da un recente studio del Climate Crisis Advisory Group, di cui scrive The Conversation, non è più possibile affrontare queste crisi in modo separato. Esistono infatti quattro aree di intervento dove la tutela del clima e il miglioramento della sanità pubblica agiscono in perfetta sinergia, offrendo soluzioni capaci di generare benefici immediati per l’intera popolazione.
L’abbandono dei combustibili fossili
Il passaggio dai derivati del petrolio all’energia pulita rappresenta il primo e più efficace farmaco per il pianeta. La strategia del “100% elettrico” applicata ai trasporti e al riscaldamento domestico permetterebbe di abbattere drasticamente l’inquinamento atmosferico, responsabile oggi di circa otto milioni di morti premature ogni anno a livello globale. Città con meno veicoli a combustione interna diventano ambienti più freschi, silenziosi e sicuri, riducendo l’incidenza delle malattie respiratorie e cardiovascolari. Questa transizione non solo salva delle vite, ma alleggerisce la pressione sui servizi di emergenza e sulle strutture ospedaliere, garantendo al contempo una maggiore sicurezza energetica e una riduzione dei costi strutturali per la produzione di elettricità da fonti rinnovabili.
La cura della natura come difesa urbana
Proteggere gli ecosistemi naturali è una misura di prevenzione sanitaria fondamentale, specialmente all’interno delle aree urbane. Incrementare le zone verdi nelle città permette di contrastare le isole di calore urbane, un fenomeno per cui i centri cementificati trattengono molto più calore rispetto alle campagne circostanti, con differenze che possono toccare i 10 gradi. La vegetazione agisce inoltre come una spugna naturale contro le inondazioni improvvise e violente causate da piogge torrenziali che il terreno non riesce ad assorbire rapidamente, riducendo i rischi di infortuni e decessi legati agli eventi atmosferici estremi. Oltre alla sicurezza fisica, il contatto costante con l’ambiente naturale è un potente alleato per la salute mentale, contribuendo a ridurre lo stress e a migliorare il benessere psicologico delle persone.
La trasformazione dei sistemi alimentari
Una nutrizione sana e sostenibile è il terzo pilastro di questa transizione. Attualmente, oltre due miliardi di persone soffrono di insicurezza alimentare, mentre gran parte della popolazione mondiale affronta i rischi legati a diete troppo ricche di grassi e zuccheri. Promuovere filiere produttive a basse emissioni e favorire il passaggio a regimi alimentari meno dipendenti dalla carne può generare un doppio successo: da un lato si riduce l’impatto ecologico degli allevamenti intensivi, dall’altro si combattono piaghe come l’obesità, il diabete e le patologie cardiache. Una popolazione che si nutre meglio è una comunità più prospera, dotata di una forza lavoro più produttiva e meno dipendente dai trattamenti farmacologici cronici.
Infrastrutture resilienti
La difesa della salute collettiva passa infine dalla costruzione di infrastrutture capaci di resistere agli shock climatici, garantendo a tutti l’accesso all’acqua potabile e a servizi igienici sicuri. Le scuole e gli ospedali devono essere progettati per rimanere operativi anche durante eventi meteorologici estremi, assicurando la continuità dell’istruzione e dell’assistenza medica. Lo strumento chiave per coordinare queste azioni sono i cosiddetti NDCs (Contributi Determinati a livello Nazionale), ovvero i piani strategici quinquennali con cui gli stati dichiarano i propri obiettivi climatici e le modalità per raggiungerli. Utilizzare la salute come lente attraverso cui definire questi impegni politici rende i cambiamenti più comprensibili e accettabili per i cittadini: quando le persone percepiscono benefici tangibili, come un’aria più pulita o una città più vivibile, il sostegno alla transizione diventa un patrimonio condiviso da tutta la società.
(Foto di Jacek Dylag su Unsplash)
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Le trasfusioni di sangue intero sono solo una piccola parte di ciò che si può fare con i globuli rossi, le piastrine, il plasma e gli altri emocomponenti. Ma tutto dipende dalla loro disponibilità, e c’è un solo modo per garantirla.
