Le ondate di caldo delle ultime estati, ormai una costante di questi anni, stanno rendendo ancora più critica la già complessa situazione delle carceri italiane. Un recente report dell’associazione Antigone, intitolato “L’emergenza è adesso”, traccia un quadro delle condizioni vissute dai detenuti, mettendo in luce una serie di problemi strutturali che le attuali strategie del governo sembrano non riuscire a risolvere.
Il problema principale resta il sovraffollamento. A fine giugno, le persone detenute negli istituti italiani erano 62.728, un numero ben superiore alla capienza regolamentare di 51.276 posti. Ciò porta il tasso di affollamento nazionale al 134,3%. La situazione è ancora più grave in 62 istituti, dove il tasso supera il 150%, con alcuni che arrivano oltre il 200%. Questo fa sì che migliaia di persone non abbiano un posto letto regolamentare e debbano vivere in celle che non rispettano gli standard minimi di spazio previsti dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.
Le alte temperature esasperano questa situazione. Il report riporta testimonianze dirette di detenuti che descrivono condizioni “irrespirabili” e celle in cui il caldo è “asfissiante”. Anche l’igiene di base è precaria, con la mancanza di docce, acqua calda e bidet, e problemi di gestione dei rifiuti. La possibilità di avere un ventilatore è legata alla capacità di acquistarlo autonomamente, e anche in questo caso l’uso è limitato.
Anche la situazione della salute mentale è allarmante. Il report segnala una preoccupante crescita dell’utilizzo dell’isolamento come sanzione disciplinare e un ricorso massiccio agli psicofarmaci. I suicidi in carcere sono a livelli record, con 45 casi registrati nei primi sette mesi dell’anno, un numero che in termini assoluti è di gran lunga superiore a quello degli anni passati. Questo trend, insieme all’aumento di atti di autolesionismo e tentati suicidi, è un chiaro indicatore del profondo disagio vissuto dalla popolazione detenuta.
Nonostante questi dati drammatici, la risposta del governo appare insufficiente. Il report di Antigone critica l’inefficacia del cosiddetto “Decreto Carceri”, che non è riuscito a diminuire il sovraffollamento, e definisce irrealistico il piano per la creazione di 7mila nuovi posti detentivi, ricordando come promesse simili siano state fatte per decenni senza risultati. La politica incentrata sulla repressione, con una serie di nuove leggi che introducono nuovi reati e inaspriscono le pene, rischia solo di peggiorare il problema del sovraffollamento.
Il report mette in evidenza anche la situazione critica delle carceri minorili, dove il numero di detenuti è aumentato del 50% dall’insediamento dell’attuale governo, in particolare dopo il “Decreto Caivano”. Anche qui si registrano carenze di spazio e di attività, che compromettono la finalità educativa e rieducativa della pena.
L’immagine restituita dal report di Antigone è dunque quella di un sistema carcerario al collasso, dove sovraffollamento, mancanza di condizioni di vita dignitose e una risposta governativa inadeguata creano un’emergenza drammatica, che l’estate rende ancora più insopportabile.
(Foto di Qubes Pictures da Pixabay)
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