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Decenni di ricerche hanno ampiamente dimostrato che, con l’avanzare dell’età, alcune delle nostre capacità percettive e cognitive diminuiscono gradualmente. Si tratta di conseguenze note dell’invecchiamento sano che, di solito, non hanno un impatto negativo rilevante sulla vita quotidiana.

Ciò che viene notato meno di frequente, secondo un ricercatore di linguistica che ne scrive su The Conversation, è che questi effetti non sono necessariamente dei deficit, ma possono derivare da una vita di conoscenze ed esperienze accumulate. Man mano che invecchiamo, dobbiamo elaborare un numero maggiore di informazioni e questo può rallentarci. In questo contesto, è importante sottolineare che le conoscenze generali, soprattutto quelle verbali, possono effettivamente aumentare con l’età.

In linea con questo ragionamento, i ricercatori hanno studiato l’apprendimento delle lingue in età avanzata, dimostrando che non esiste un limite di età alla nostra capacità di imparare una nuova lingua: possiamo farlo in qualsiasi momento della vita. Tuttavia, non è ancora chiaro quale approccio all’apprendimento e all’insegnamento delle lingue sia più efficace per le persone anziane.

La ricerca condotta su adulti ancora giovani suggerisce che un approccio esplicito, che includa spiegazioni della lingua di destinazione e regole grammaticali, sia più efficace.

Si potrebbe supporre che questo valga anche per gli adulti più anziani, o addirittura che sia ancora più vero per loro, dato che riflette un approccio tradizionale all’insegnamento delle lingue. Ad oggi però, fa notare l’autore, sono poche le ricerche che hanno messo alla prova questa ipotesi. Uno studio recente condotto nei Paesi Bassi non ha trovato prove che gli studenti di lingue in età avanzata ottengano risultati migliori con un approccio esplicito.

In un nuovo studio condotto dall’autore stesso dell’articolo, insieme a un collega, è stato messo a confronto un approccio esplicito esplicito all’apprendimento delle lingue, che prevede appunto l’insegnamento diretto delle regole grammaticali e del vocabolario, con un approccio incidentale, in cui l’apprendimento avviene in modo naturale come risultato della comunicazione o del completamento di un compito.

Nel primo caso, è stata fornita una spiegazione completa della struttura grammaticale che volevamo insegnare, mentre nel secondo caso non c’erano spiegazioni, ma erano disponibili esercizi pratici aggiuntivi.

Gli studenti hanno ottenuto risultati ugualmente buoni, a prescindere dall’approccio didattico utilizzato. Hanno prima imparato una serie di vocaboli e successivamente la struttura grammaticale oggetto di studio, raggiungendo un alto livello di successo e punteggi medi di circa l’80% di accuratezza. Ciò suggerisce che l’approccio didattico utilizzato non era rilevante per gli studenti in età avanzata: erano in grado di trovare la propria strada indipendentemente da come i materiali didattici venivano loro presentati.

In questo nuovo studio, è stato anche esplorato il ruolo dei fattori cognitivi e percettivi, e anche come si sentivano riguardo alla propria salute, felicità e capacità. Sono state poste loro delle domande sulle precedenti occupazioni e sulle esperienze di apprendimento linguistico, riscontrando una correlazione tra la capacità di apprendimento implicito (ovvero la capacità di cogliere le cose dal contesto senza rendersene conto), lo status professionale (se il partecipante era in pensione o ancora lavorava) e l’autostima.

In particolare, le persone che hanno riportato un’autostima più positiva hanno dimostrato di possedere migliori capacità di apprendimento implicito. Inoltre, le persone che al momento dello studio erano ancora lavoratrici hanno mostrato una maggiore capacità di apprendimento implicito rispetto a quelle in pensione, risultato già osservato in uno studio precedente. È importante sottolineare che questo effetto era indipendente dall’età.

Esiste probabilmente un denominatore comune: la fiducia in sé stessi potrebbe essere al centro di un ciclo che si autoalimenta. Una persona con una forte capacità di apprendimento implicito rimane più a lungo nel mondo del lavoro. Ciò rafforza la sua autostima, che a sua volta la spinge a continuare a svolgere la sua professione più a lungo.

Mentre lavora, deve accettare sia gli aspetti positivi che quelli negativi e non può dedicarsi solo alle attività che le piacciono. Ciò significa che continua ad attingere alla sua capacità di apprendimento implicito, e così via.

Nel complesso, i risultati dello studio dimostrano che chi impara una lingua in età avanzata può ottenere ottimi risultati. Queste persone sembrano essere sufficientemente indipendenti da poter scegliere il percorso più adatto a loro, pertanto non è molto rilevante quale approccio didattico venga utilizzato. Inoltre, la fiducia in sé stessi è importante e sembra derivare da una combinazione di capacità e status sociale.

(Foto di zhang kaiyv su Unsplash)

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