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Le ricorrenti tensioni nell’Asia occidentale hanno evidenziato la vulnerabilità del sistema economico e sociale europeo, strettamente legato alle importazioni di combustibili fossili provenienti da aree instabili del pianeta. Per rispondere a questa fragilità, la Commissione europea sta preparando una svolta normativa per accelerare l’indipendenza energetica del continente. Secondo una bozza ottenuta da EUobserver del nuovo piano d’azione per l’elettrificazione, il cui debutto ufficiale è previsto a breve all’interno di un più ampio pacchetto per il clima post-2030, Bruxelles proporrà per la prima volta l’adozione di un obiettivo vincolante per l’elettrificazione dei consumi entro il 2040. Come riportato da EUobserver, l’iniziativa non risponde solo a una necessità ecologica, ma rappresenta una scelta fondamentale di sovranità energetica, competitività industriale e sicurezza per l’Unione.

I costi dell’inazione e della dipendenza dal petrolio e dal gas stranieri hanno raggiunto cifre insostenibili per i cittadini. Durante la recente crisi del petrolio, durata 111 giorni, l’Unione europea è stata costretta a spendere ben 50 miliardi di euro in più solo per coprire i rincari delle importazioni di idrocarburi. Le stime dei tecnici europei indicano che una decisa accelerazione verso la conversione elettrica dei trasporti, del riscaldamento degli edifici e dei processi industriali permetterebbe di sostituire circa due terzi della domanda complessiva di gas e di dimezzare il consumo di petrolio entro il 2040. Questa contrazione dei consumi tradizionali si tradurrebbe in un risparmio di circa 200 miliardi di euro complessivi sulla bolletta energetica nel corso dei prossimi anni: risorse preziose che potrebbero essere reinvestite per rafforzare i servizi pubblici e la tutela della salute.

La necessità di questa riforma è resa ancora più urgente dallo stato di stagnazione in cui versa il sistema energetico europeo da oltre un trentennio. Attualmente, l’elettricità copre appena il 23 per cento del consumo finale di energia (la quantità complessiva di energia effettivamente utilizzata dagli utenti finali nei trasporti, nelle case e nelle fabbriche, al netto delle perdite di trasformazione), una percentuale che è rimasta pressoché invariata fin dai primi anni ‘90, nonostante l’espansione degli impianti eolici e fotovoltaici. Questo immobilismo contrasta nettamente con la rapidità d’azione dei principali concorrenti globali: in Cina, in Giappone e in Corea del Sud, il tasso di elettrificazione ha già ampiamente superato la soglia del trenta per cento. Questo divario tecnologico rischia di penalizzare la competitività delle imprese europee, costrette a operare con costi energetici superiori e con una maggiore esposizione alle oscillazioni dei mercati internazionali delle materie prime fossili.

La barriera principale che oggi frena la diffusione dei veicoli elettrici, delle pompe di calore e dei sistemi industriali puliti all’interno dei confini europei è rappresentata dai costi elevati dell’elettricità rispetto a quelli del gas e del petrolio, spesso gravati da tasse e oneri di sistema sproporzionati che scoraggiano la transizione a livello domestico. Per i cittadini dell’UE, effettuare una scelta ecologica e salutare non deve tradursi in un danno economico immediato. È quindi essenziale che la riforma sia accompagnata da una revisione delle tariffe e da investimenti massicci per l’ammodernamento delle infrastrutture di distribuzione. Servono reti intelligenti capaci di spostare l’energia pulita attraverso le frontiere e sistemi di accumulo efficienti per garantire la stabilità delle forniture anche durante i picchi di consumo estivi causati dalle ondate di calore.

La transizione verso un modello sociale ed economico interamente elettrificato costituisce, secondo l’analisi, la migliore assicurazione per il futuro delle prossime generazioni. Ridurre l’inquinamento atmosferico derivante dalla combustione di petrolio e gas nelle nostre città significa diminuire l’incidenza delle patologie respiratorie e cardiovascolari, migliorando la qualità della vita dell’intera popolazione e riducendo la pressione sulle strutture ospedaliere. Difendere il Green Deal e sostenere l’indipendenza energetica dell’Europa non è un lusso, bensì l’unica via per costruire una società libera dalle fonti fossili, più sicura e attenta al benessere collettivo.

(Foto di Maximalfocus su Unsplash)

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