In Italia si fa pochissima educazione sessuale e affettiva, e ultimamente qualunque approccio che si allontani dall’eteronormatività e da valori cosiddetti “tradizionali” è visto come una minaccia. Al contempo però, alcune associazioni contrarie alla libertà di scelta sul tema dell’aborto riescono a trovare spazi negli istituti scolastici. Ne scrive ValigiaBlu.
“Immagini che cosa potrebbe succedere se entrasse un’associazione che crede ad esempio nel valore della castità prematrimoniale nelle scuole dei nostri figli, ci sarebbe una levata di scudi, perché non sarebbe una visione condivisa”. Così Jacopo Coghe, portavoce dell’associazione ProVita & Famiglia, rispondeva alle nostre domande lo scorso 19 febbraio, ribadendo come “nessuno debba entrare nelle scuole” quando si tratta di educazione sessuale e affettiva. L’occasione è stato l’incontro con la stampa per presentare la campagna Mio figlio no, che accusa “attivisti gender” di entrare nelle scuole all’insaputa delle famiglie per “inculcare nelle nuove generazioni una visione distorta della sessualità e della natura umana”.
Davanti ai microfoni della stampa, l’associazione si erge a paladina del diritto dei genitori di occuparsi in esclusiva dell’educazione sessuale dei figli, senza influenze esterne. Invece sono anni che questo e altri movimenti anti-scelta operano dentro le scuole italiane, a diversi livelli.
Questa ambiguità deve essere letta anche alla luce dell’annuncio dato dal Ministro Valditara nel Consiglio dei Ministri del 30 aprile di avere pronta una proposta di legge sul consenso informato preventivo, grande cavallo di battaglia dei movimenti Anti scelta in primis di Pro Vita & Famiglia.
Un ulteriore tassello della capacità di infiltrazione di questi movimenti che riescono a dettare al Governo la loro Agenda sulla Scuola. Il consenso informato preventivo di fatto non riguarderà solo i temi dell’educazione sessuale come alcuni giornali riportano ma tutti i temi etici. Questo è desumibile dalla lettura dei progetti di legge presentati da esponenti della maggioranza proprio sull’introduzione di questo strumento.
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