I gravi disagi che sta vivendo la città di Messina da oltre una settimana non “cadono dalle nuvole”, nel senso che il maltempo ha solo aggravato una situazione che le autorità locali conoscono bene. È ciò che si evince dalle parole di Fortunato Romano, ex assessore del Comune alla Protezione civile e alla Innovazione e ricerca, intervistato da Vita: «C’è un ente comunale, l’Amam (Azienda meridionale acque Messina), che è inattivo da anni e che conosce perfettamente il sistema di adduzione e distribuzione – spiega Romano –. Avrebbe potuto programmare negli anni un sistema per mettere in sicurezza la condotta che viene da Fiumefreddo. Quello che doveva essere ordinario qui si trasforma costantemente in straordinario».
L’ex assessore si lancia poi in una serie di critiche di stampo più politico all’attuale amministrazione, sulle quali sorvoliamo, per poi tornare a sottolineare un aspetto che accomuna i fatti di questi giorni all’ultimo evento drammatico occorso in quelle zone, l’alluvione a Giampilieri del 2009: «Non è colpa di privati senza scrupoli quello che è successo – afferma Romano –. Sono i piani regolatori e gli strumenti urbanistici che sono abusivi semmai. Io ho vissuto a Giampilieri dove con l’alluvione del 2009 ci furono 33 morti. Quelle opere, crollate, non erano abusive. Ad esserlo erano gli strumenti urbanistici che permisero quegli edifici, con mille deroghe. Non è un problema di palazzinari. È un problema di regole. Lo ripeto ancora una volta: mancano le idee di sviluppo. Ogni territorio deve avere una propria vocazione. Messina non ce l’ha».
Sembrava che il problema idrico recente fosse avviato verso una soluzione, ma a soli tre giorni dal ripristino del sistema idrico una nuova frana ha colpito, e danneggiato, la condotta di Fiumefreddo a Calatabiano, nel Catanese, lasciando nuovamente senz’acqua varie zone della città dello Stretto. Il governo ha annunciato l’invio della Protezione civile nazionale. Nel frattempo sono ricominciate, secondo quanto scrive il Corriere del Mezzogiorno, le code davanti alle autobotti e sono tornati gli inviti dell’amministrazione all’uso parsimonioso delle risorse idriche. Il presidente dell’Amam, Leonardo Termini, prende le distanze da qualsiasi attribuzione di responsabilità verso l’azienda: «Non abbiamo colpe – ha dichiarato –: ognuno si prenda le sue responsabilità. Noi l’avevamo detto che il terreno era a rischio, ma nessuno è intervenuto».
Nei giorni successivi alla prima frana le testate nazionali non hanno riservato molto spazio alla questione, di cui si trovavano poche tracce nelle home page, almeno fino a quando, dopo cinque giorni di stasi, Fiorello non ha sollevato l’argomento sul proprio profilo Twitter, lanciando l’hashtag #Messinasenzacqua e invitando le autorità a mobilitarsi. Adesso la popolazione aspetta risposte serie che portino a soluzioni di lungo periodo, ma chi vive la realtà cittadina ha poche speranze sul fatto che la situazione possa sbloccarsi in fretta. «Al netto dei servizi che hanno fatto luce su uno scandalo da terzo mondo – scrive il giornalista Giuseppe Lombardo su Strettoweb –, al netto delle rassicurazioni che sono state elargite come merce di scambio per la pace sociale, al netto di tutto ciò oggi ci ritroviamo innanzi ad una situazione disastrosa, laddove la conduttura riporta lesioni gravi che non potranno essere riparate se non si mette prima in sicurezza la montagna, operazione quanto mai impervia. Frattanto dipendiamo da un’infrastruttura provvisoria, realizzata nei giorni passati a scopo preventivo, che potrà drenare in città non più di 400 litri al secondo, ben che vada un terzo del fabbisogno medio dei messinesi. Per un curioso e beffardo gioco del destino, ciò avviene alla vigilia della scadenza della Tasi, che ha registrato un rincaro con ogni evidenza dissociato rispetto alla qualità dei servizi».
Qualche giorno fa il sindaco di Messina Renato Accorinti ha descritto così il proprio stato d’animo e quello della città: «Siamo veramente molto incazzati». Probabilmente uno dei momenti di più alta empatia tra politica e cittadinanza degli ultimi anni.
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