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In tutta Europa, milioni di persone non hanno accesso ai servizi igienici di base. Sebbene la situazione sia migliorata negli ultimi anni, dati recenti mostrano che circa otto milioni di persone (1,8% della popolazione dell’UE) vivono ancora senza un bagno con un collegamento fognario adeguato. Questa mancanza è particolarmente diffusa in alcuni Paesi. In Romania, ad esempio, una persona su sei (15,4%) non ha accesso a un bagno collegato alla rete idrica e fognaria. Il dato, sebbene sia in netta diminuzione rispetto agli anni scorsi, indica comunque una realtà preoccupante. In Bulgaria, Lettonia e Lituania, la percentuale di persone senza servizi igienici adeguati è rispettivamente del 9,6%, 6% e 5%. È importante notare che le statistiche ufficiali non sempre colgono la piena portata del problema.

Le ragioni alla base di questo fenomeno sono complesse e comprendono le disuguaglianze socioeconomiche, le infrastrutture insufficienti e l’isolamento delle aree rurali. Questo riguarda in particolare la Romania. Nel 2017, la Commissione europea ha invitato la Lituania a migliorare la gestione delle acque reflue e ad abbandonare i servizi igienici all’aperto per conformarsi alle direttive UE sul trattamento delle acque reflue. Da allora il governo lituano ha investito molto in nuove infrastrutture, grazie ai finanziamenti dell’UE. Tuttavia, la creazione di sistemi fognari efficaci richiede grosse riforme e risente della densità della popolazione e delle infrastrutture attuali. Alcuni, in particolare le persone più vulnerabili e anziane, esitano a cambiare le loro abitudini igieniche, anche quando sono collegate alla rete fognaria pubblica. Ciò dimostra che per migliorare i servizi igienico-sanitari in Lituania è necessario intervenire sia sulle infrastrutture che sulla percezione del pubblico.

Quando mancano servizi igienici adeguati, molti sono costretti a ricorrere a strutture di fortuna, come un bidone di plastica piazzato in cortile. Ciò può comportare rischi per la salute, come infezioni del tratto urinario e difficoltà nella gestione dell’igiene mestruale. Inoltre, rappresenta una minaccia più ampia per la salute pubblica.

Affrontare questo problema richiede un approccio su più fronti, che prevede investimenti in infrastrutture, in particolare nelle aree rurali, e sforzi per affrontare le disuguaglianze socioeconomiche. Inoltre, è necessario educare le persone all’importanza dei servizi igienici e incoraggiarle a connettersi alle reti pubbliche quando disponibili. Anche modelli di finanziamento innovativi, come la microfinanza e le sovvenzioni, potrebbero svolgere un ruolo nel garantire l’accesso alle strutture igienico-sanitarie.

Le Nazioni Unite (ONU) riconoscono il ruolo cruciale dei servizi igienici nello sviluppo globale, dedicando l’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile numero 6 a garantire l’accesso all’acqua potabile e ai servizi igienici per tutti entro il 2030. Tuttavia, sottolineano che il mondo non sta andando nella direzione giusta nel raggiungimento di questo obiettivo, con miliardi di persone che non hanno ancora accesso a servizi igienici gestiti in modo sicuro, compresi milioni di persone che ancora praticano la defecazione a cielo aperto. L’ONU sottolinea che i cambiamenti climatici, le guerre e le catastrofi stanno ulteriormente compromettendo l’accesso a servizi igienici sicuri e adeguati.

(Foto di visuals su Unsplash)

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