Spesso si sente dire che i giovani, anche a causa dei social media, hanno smesso di informarsi. Le cose sono però più complesse di così, come spiega un articolo uscito qualche settimana fa su Valigia Blu.
“I giovani d’oggi non si informano più”, “Stanno sempre su Instagram e TikTok”, “Come fanno a crearsi un pensiero critico?”. A tutti noi, almeno una volta nella vita, sarà capitato di ascoltare o partecipare a discussioni di questo tipo. Ma quanto queste affermazioni sono basate su fatti e dati, e quanto invece sono influenzate dall’antica abitudine – mai passata di moda – di criticare indiscriminatamente le nuove generazioni? L’indagine Eurobarometro Flash sui giovani, il sondaggio condotto su un campione di oltre 25mila ragazzi e ragazze tra i 16 e i 30 anni nei 27 paesi dell’Unione Europea, dà alcuni spunti di riflessione. Primo tra tutti: non è vero che i giovani sono disinteressati e non si informano più. Semplicemente, le loro fonti di informazione sono diverse.
In Italia, il 44% dei giovani si rivolge ai social media quando vuole informarsi sulle questioni politiche e sociali, poco più della media europea del 42% (dati 2024). Mentre solo il 25%, poco più della metà, legge i giornali e va sui siti di notizie (sono il 26% in Europa). Se la stampa è in netto declino, la televisione invece continua a essere la prima fonte di informazione per il 52% dei ragazzi e ragazze italiani, una percentuale nettamente superiore a quella europea del 39%. Tra i social, il più frequentato è Instagram (59% in Italia contro il 47% in Europa), seguito da Youtube (37%), TikTok (35%), Facebook (26%). Chiude la classifica X (ex Twitter), che è utilizzato solo dal 19% del campione.
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(Foto di Javy Luzania su Unsplash)
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