Il fenomeno dei senzatetto continua ad aumentare nella maggior parte dei Paesi europei, riflettendo una crisi sociale dovuta al persistente fallimento nel garantire il diritto all’alloggio, come evidenziato nella Decima panoramica sull’esclusione abitativa in Europa 2025. Tuttavia, nonostante questa sfida, un cambiamento di paradigma sta silenziosamente prendendo piede in tutto il continente. Una raccolta di storie di successo della Piattaforma europea per la lotta al fenomeno dei senzatetto offre un modello di cambiamento, mostrando come le città stiano abbandonando l’approccio degli aiuti temporanei per abbracciare un’idea semplice e rivoluzionaria: fornire prima di tutto una casa permanente.
Questo profondo cambiamento è esemplificato al meglio dal modello “Housing First”, che fornisce una casa stabile senza precondizioni come primo passo essenziale per il recupero. In Austria, un momento di crisi ha dimostrato il potenziale di questo modello. Quello che era iniziato come una risposta all’emergenza COVID-19, il programma “Housing First Austria”, ha fornito alloggio a duemila persone con successo ed è stato così efficace da essere trasformato in una strategia nazionale permanente. Questo principio viene utilizzato anche per affrontare profonde divisioni sociali. Nella regione della Moravia-Slesia, in Repubblica Ceca, un’iniziativa simile collabora con i proprietari privati non solo per fornire alloggi, ma anche per combattere attivamente la discriminazione persistente che spesso impedisce alle famiglie rom di accedere al mercato degli affitti.
Riconoscendo che una casa rappresenta ben più di un riparo, le città stanno promuovendo la creazione di comunità per sostenere la stabilità a lungo termine. Nei Paesi Bassi, l’iniziativa “Mixed Living” di Utrecht raggiunge un tasso di stabilità abitativa del 93%, creando reti sociali di sostegno in cui ex senzatetto e inquilini regolari vivono insieme. A Vienna, invece, il “neunerhaus Peer Campus” sfida le gerarchie tradizionali nei servizi sociali. Formando persone con esperienze dirette per diventare operatori di sostegno certificati, pone la preziosità di tale esperienza su un piano di parità con le competenze professionali, trasformando il sostegno dall’interno.
In Francia, il programma “First Working Hours” offre un lavoro immediato e retribuito che si adatta alle esigenze della persona. Partendo da carichi di lavoro flessibili di sole quattro ore alla settimana, rende il reinserimento nel mondo del lavoro un obiettivo tangibile e realizzabile. In Irlanda, una campagna di registrazione degli elettori affronta una grave forma di privazione dei diritti civili. Aiutando le persone senza fissa dimora a registrarsi, si ripristinano i loro diritti civili e si mira a trasformare una popolazione dimenticata in una lobby politica significativa, la cui voce non potrà più essere ignorata dai responsabili politici. Questi approcci diversificati fanno tutti parte di un movimento europeo comune incentrato sulla dignità.
Nonostante la sfida dei senzatetto rimanga significativa, le diverse iniziative da Parigi a Budapest dimostrano che soluzioni efficaci, umane e scalabili non solo sono possibili, ma stanno già funzionando. Il filo conduttore è un’evoluzione fondamentale del modo di pensare: un cambiamento che si sposta dalla reazione alla prevenzione, considerando l’alloggio stabile come un diritto umano e dando alle persone la dignità e l’opportunità di ricostruire la propria vita. Questo nuovo approccio nella politica sociale offre un percorso chiaro e stimolante che tutti i paesi europee possono seguire, dimostrando che porre fine al fenomeno dei senzatetto non è solo un sogno, ma un progetto realizzabile.
(Foto di Mart Production sui Pexels)
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