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Con un comunicato stampa, la Cnesc (Conferenza nazionale enti servizio civile) rende pubblica la propria preoccupazione per la disponibilità di fondi per il servizio civile 2013. «Sono passati 9 mesi -si legge nel documento– dalla conferenza stampa (giugno 2012) in cui il ministro [per la cooperazione internazionale e l’integrazione, Andrea Riccardi], con nostro plauso, annunciava di avere trovato 50 milioni di euro aggiuntivi ai fondi ordinari per garantire la sostenibilità dell’intero istituto del servizio civile per gli anni 2013 e 2014; ad oggi quei soldi non sono stati acquisiti dal Dipartimento della gioventù e del servizio civile». Il messaggio è molto chiaro, i soldi sono stati promessi l’estate scorsa, ma ancora non si vedono. «Non conosciamo -denuncia Primo Di Blasio, presidente della Conferenza- né le risorse di cui dispone il servizio civile per il 2013, né quanti posti saranno messi a bando, né quali progetti potranno essere avviati». E aggiunge: «L’odierna pubblicazione della graduatoria provvisoria da parte del Dipartimento e l’ipotesi di un bando giovani per metà maggio aumentano il grado di incertezza. Il ministro Riccardi, quindi, ci deve delle risposte, a noi e alle migliaia di giovani che in questi mesi hanno preso contatto con i nostri enti in attesa dell’uscita del bando».

Da tempo sosteniamo e sottolineiamo (per esperienza diretta) l’importanza del servizio civile per le associazioni, ma anche per gli stessi ragazzi e ragazze che vi prendono parte. È un costo per lo stato che si ripaga nella ricaduta sociale positiva che hanno i diversi servizi offerti, ma anche in tutto l’“indotto” che si porta dietro, che non si esaurisce nel breve periodo ma resiste e si rinforza col passare del tempo: un indotto fatto di relazioni, collaborazioni, reti di solidarietà che si creano e si sviluppano. «Siamo consapevoli -ha dichiarato ancora Di Blasio- del momento difficile che vive il Paese, insieme alle sue istituzioni, ma è proprio con il degradare anche della minuta gestione che i cittadini perdono la fiducia. E alla fine di ottobre del 2012, gli enti per il servizio civile avevano presentato progetti basati sul fatto che i posti messi a bando non sarebbero stati inferiori a quando più volte dichiarato del ministro e da suo gabinetto. Chiediamo quindi risposte, di fronte alla grande incertezza dominante».

Non è un capriccio, ma la necessità di sapere per poter pianificare, sembra dire Di Blasio. Proprio l’esigenza di pensare al medio-lungo periodo sembra essere l’esigenza che sfugge alla politica quando si occupa di terzo settore. Promettere e poi non mantenere, o farlo ma in ritardo e in misura minore rispetto agli annunci, sono dinamiche che azzerano ogni più virtuosa progettualità da parte del terzo settore. E questa non è una considerazione che dovrebbe girare solo tra noi operatori del terzo settore, ma anche nella stampa generalista, quella che si occupa di “attualità”. Possibile che in volumoni quotidiani che arrivano a superare le 70 pagine non ci sia una riga in questi giorni che parla di queste questioni? Finché le informazioni restano in una nicchia mediatica di settore continueranno ad arrivare a persone già sensibilizzate in merito. Il che è di indubbia importanza, ma è determinante raggiungere un pubblico nuovo e più ampio, in modo che tali istanze arrivino alla politica supportate da un coro molto più numeroso e diversificato. Intanto, da parte nostra, proseguiamo nella nostra missione di denuncia, e staremo con le orecchie tese in attesa di risposte.

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