Il nostro sistema alimentare globale si trova davanti a una grande contraddizione. Pur essendo riuscito a produrre calorie sufficienti a soddisfare il fabbisogno di una popolazione mondiale in crescita, è diventato, allo stesso tempo, il principale fattore di danno per il pianeta e una delle principali cause delle malattie legate all’alimentazione in tutto il mondo. Le conseguenze economiche sono notevoli: l’attuale sistema alimentare genera circa 15mila miliardi di dollari di esternalità negative, dalle crisi sanitarie al degrado ambientale, che superano di gran lunga i 10mila miliardi di dollari di valore che produce ogni anno. Al di là dei numeri, questa crisi ha un impatto umano profondo: più della metà della popolazione mondiale fatica ad accedere a diete sane, con conseguenze devastanti per la salute pubblica, l’equità sociale e l’ambiente. Questo squilibrio evidenzia un sistema fondamentalmente insostenibile che mette a repentaglio il benessere umano e la stabilità del pianeta. Di fronte a questa doppia crisi, è urgente una soluzione completa e basata su evidenze scientifiche.
La Planetary Health Diet (PHD), di cui parla l’ultimo rapporto della commissione EAT sui sistemi alimentari sani, sostenibili ed equi di The Lancet, offre un modello flessibile per affrontare questa sfida. Non si tratta di una dieta rigida applicabile a tutti, ma piuttosto di un modello alimentare pensato per essere adattato alle diverse culture, tradizioni e preferenze individuali. La PHD è un modello alimentare prevalentemente vegetale, caratterizzato da una grande varietà di cereali integrali, frutta, verdura, noci e legumi. Consiglia solo quantità moderate di alimenti di origine animale, come pesce, latticini e carne, e riduce al minimo il consumo di zuccheri aggiunti e grassi malsani. Questo approccio enfatizza l’equilibrio e la varietà, consentendo combinazioni infinite di alimenti in grado di soddisfare le esigenze nutrizionali nel rispetto delle tradizioni culturali di tutto il mondo. Ad esempio, il consumo raccomandato di carne rossa potrebbe corrispondere a una singola porzione da 80-100 g una volta alla settimana, oppure a piccole quantità in piatti misti o zuppe, come è consuetudine in molte ricette tradizionali in tutto il mondo.
I benefici per la salute umana derivanti dall’adozione di questo modello alimentare sono profondi. Un passaggio globale a questo modello alimentare potrebbe prevenire circa 15 milioni di decessi all’anno tra gli adulti, pari al 27% del totale dei decessi in questa fascia di età in tutto il mondo. Questo notevole impatto deriva dalla capacità della dieta di ridurre in modo significativo i tassi delle principali malattie non trasmissibili, come le malattie cardiache e il diabete di tipo 2, strettamente legate alle nostre abitudini alimentari moderne. Promuovendo una longevità sana, la dieta rappresenta una potente ricetta per la salute sia individuale che pubblica. Questo stesso cambiamento alimentare è anche la chiave per curare il nostro pianeta.
L’attuale sistema di produzione alimentare è la principale causa di violazione dei limiti di sostenibilità planetari, determinando il superamento di cinque dei sei limiti del sistema terrestre: il cambiamento del sistema terrestre, l’integrità della biosfera, il cambiamento delle risorse idriche e i flussi biogeochimici (inquinamento da azoto e fosforo). Senza una trasformazione globale dei sistemi alimentari, sarà impossibile raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi sul clima o il quadro globale per la protezione della biodiversità. Anche se il mondo riuscisse a liberarsi con successo dai combustibili fossili, le emissioni degli attuali sistemi alimentari sarebbero comunque sufficienti a far aumentare le temperature globali oltre la soglia critica di 1,5 °C.
Adottare la dieta della salute planetaria non significa imporsi restrizioni, ma riequilibrare il nostro rapporto con il cibo. Si tratta di un approccio flessibile, compatibile con le tradizioni e i gusti di tutto il mondo, che offre un’opportunità senza precedenti per migliorare il benessere umano e la stabilità dei sistemi terrestri. Questo cambiamento alimentare non è solo una scelta personale, ma una responsabilità condivisa e un’opportunità potente per costruire un futuro più resiliente, sano e giusto. Tale trasformazione è un atto di giustizia globale, sottolineano gli autori del report, che mira a rendere il cibo sano e sostenibile accessibile a tutti, garantendo che il nostro benessere collettivo si basi sull’equità.
(Foto di Markus Spiske su Unsplash)
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Quando è nata Avis Legnano i film erano muti, l’Italia era una monarchia e avere una radio voleva dire essere all’avanguardia. Da allora il mondo è cambiato, ma noi ci siamo sempre.
