In soli quattro mesi l’obbligo di collegare Pos e registratori telematici ha portato all’emersione di 5,3 miliardi di base imponibile Iva. La misura può aiutare l’amministrazione anche a stimare dove si concentrava l’evasione per accertamenti mirati. Ne scrive Lavoce.info.
Una misura apparentemente tecnica rischia di diventare una delle novità più importanti degli ultimi anni nel contrasto all’evasione dell’Iva. A partire dal primo gennaio 2026 gli strumenti che accettano pagamenti elettronici devono essere collegati ai registratori telematici o agli strumenti equivalenti che memorizzano e trasmettono i corrispettivi. In parole più semplici, il Pos e la cassa devono “parlarsi”.
Quando è stata introdotta, la novità sembrava il naturale completamento di strumenti già esistenti e quindi è stata sottovalutata. Da anni, l’Italia dispone della fatturazione elettronica; i pagamenti con carta lasciano tracce presso banche e altri intermediari; i registratori telematici trasmettono i corrispettivi all’Agenzia delle entrate. Era quindi facile pensare che l’amministrazione finanziaria fosse già in grado di collegare automaticamente un incasso elettronico al relativo ricavo dichiarato.
Evidentemente non era così, o almeno non era così nel modo ordinato, sistematico e pulito necessario per consentire un controllo immediato e automatico delle transazioni. Lo scontrino, o più precisamente il documento commerciale trasmesso tramite registratore telematico, riporta le vendite fatturate. Il Pos registra invece il pagamento elettronico. Prima del nuovo obbligo, i due flussi potevano essere confrontati, ma non erano necessariamente associati in modo strutturato per singolo esercente, punto vendita e strumento di incasso.
La legge di bilancio per il 2025 è intervenuta proprio su questa lacuna, stabilendo che i registratori telematici dovevano garantire la piena integrazione e interazione tra il processo di registrazione dei corrispettivi e il processo di pagamento elettronico. In altri termini, lo strumento hardware o software che accetta il pagamento elettronico deve essere collegato allo strumento che registra, memorizza e trasmette i corrispettivi e i dati giornalieri dei pagamenti elettronici. L’attuazione operativa è stata definita da un provvedimento dell’Agenzia delle entrate del 31 ottobre 2025.
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(Foto di Nathana Rebouças su Unsplash)
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