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Dopo l’apprezzato decalogo su come evitare di portarsi in vacanza lo stress accumulato durante l’anno, lo psicoterapeuta Giovanni Porta torna sull’argomento con un nuovo articolo, scritto per i lettori di ZeroNegativo.

L’etimologia della parola “vacanza” deriva dal verbo “vacare”, cioè essere vuoto. Le vacanze hanno a che fare con il vuoto, il non programmato, l’imprevisto. Ecco dunque il primo consiglio:

Non trasformare le vacanze in tour de force

Le vacanze sono un importante momento in cui abbassare i propri ritmi di vita: se durante l’anno ci siamo abituati a corse forsennate per far rientrare tutti i nostri impegni in un’unica giornata, che almeno in vacanza ci sia il tempo per una bella colazione tranquilla, per ammirare un bel paesaggio o, addirittura e soprattutto, per non fare niente.

La psicoterapia della gestalt parla spesso della possibilità di stare nel “vuoto fertile” come un presupposto indispensabile da cui sviluppare un processo creativo. In altre parole, solo rimanendo senza fare nulla sufficientemente a lungo, solo smettendo di programmare ogni nostra mossa si crea un noi quel magma primordiale da cui può nascere qualcosa di nuovo: un’idea, un’ispirazione, lo spazio per contattare il divertimento, l’inaspettato, la sorpresa.

Tornare a sorprenderci, a guardare le cose che ci stanno intorno sotto una luce nuova. Invece di volere tutto e subito, tornare ad essere lenti come bambini che si annoiano e proprio per questo si inventano un nuovo bellissimo gioco. Spegnere il cervello, e non solo.

Ecco dunque il secondo consiglio:

Spegnere ogni dispositivo collegato al lavoro

Alle volte immagino le vacanze come una convalescenza da una condizione di innaturale affaticamento che molti di noi vivono per sostenere dei ritmi lavorativi troppo elevati. La vacanza è disintossicazione dagli eccessi lavorativi e ritrovamento di ritmi di vita più naturali. In quanto disintossicazione, è importantissimo non rientrare anzitempo in contatto con la fonte dello stress: quindi niente lettura di mail, niente telefonate o altro, a meno che non siate proprio costretti e, anche in questo caso, che durino il meno possibile.

Ed ora, l’ultimo consiglio:

Cercate ciò che vi piace senza farvi troppo condizionare da ciò che piace agli altri

Le vacanze sono innanzitutto uno spazio libero e non strutturato, un fondamentale momento per stare nel piacere dopo tanto tempo dedicato al dovere. Ognuno ama fare cose diverse, cosa che già sapevano gli antichi romani: la frase “De gustibus non disputandum est” (tradotto, “i gusti non si discutono”) viene fatta risalire a Giulio Cesare.

Quindi, mi raccomando: non subite passivamente i gusti di parenti e amici ma ritagliate coraggiosamente uno spazio importante per le vostre passioni. Fate ciò che vi rigenera e vi appassiona, per quanto strano sia. Vi piace leggere il giornale per un’ora? Fatelo. Siete amanti della pennichella? Quale miglior momento per diventare campioni regionali! Amate le scalate? Scalate. L’arte? Visitate. L’ozio? Oziate.

Ricordate che le prossime vacanze lunghe torneranno tra un anno… Detto questo, buone vacanze a tutti!

Giovanni Porta

www.giovanniporta.it

Fonte foto: flickr

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